CONDIVIDI IL MANIFESTO PER L'ACQUA?

SOSTIENICI E PARTECIPA!

PIU' SIAMO E MEGLIO STIAMO!

PER ADERIRE

Manifesto per l’acqua

I campi acquiferi modenesi identificano le uniche zone in cui sia possibile estrarre, in quantità sufficiente, buona qualità, e al minor costo, l’acqua necessaria agli usi civili e potabili quotidiani di Modena e Provincia. Questa risorsa è un bene collettivo inalienabile, di cui tutelare e garantire la qualità, l’uso quotidiano e la disponibilità per le future generazioni.
L’ipotesi di costruire 654 abitazioni in via Cannizzaro e via Aristotele, nel cuore dei campi acquiferi di Cognento, dove oggi sono in funzione 21 pozzi, da cui sono estratti più di 19 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno, oltre i 2/3 del prelievo complessivo, consumata da più di 360.000 persone, presenta due grandi criticità:
1. Interviene su un’area da trent’anni tutelata, in cui costruire richiede tecniche particolari ed onerose per preservare i pozzi dall’inquinamento diretto e mette comunque a rischio lo stato della falda acquifera;
2. Impedisce di fatto la possibilità di perforare in futuro nuovi pozzi, sia per la naturale sostituzione di quelli vecchi o non più idonei e sicuri che per le esigenze delle future generazioni.
La decisione di costruire nell’area di tutela dei pozzi di Cognento, se confermata, sarebbe una scelta destinata a portare di fatto al progressivo abbandono di un campo acquifero strategico, fondamentale e oggi senza reali e positive alternative. Contestualmente i dati Arpa documentano una diffusione sempre più ampia dei nitrati che dal 1994 ad oggi si sono estesi da Baggiovara fino alla via Emilia.
Per le ragioni indicate si chiede al Sindaco di Modena di:
- Sospendere i procedimenti di pianificazione in corso sui campi acquiferi, fino alla definizione di un piano di tutela delle acque che indichi con chiarezza come garantire, oggi e domani, acqua potabile alla città e alla provincia di Modena;

- Avviare gli studi necessari per l’aggiornamento delle strategie di gestione e di tutela delle falde dell’alta e media pianura modenese;
- Sollecitare la redazione del “Piano Nitrati” per il risanamento delle acque previsto dal PTCP della Provincia, che doveva essere approvato entro marzo 2010;
- Verificare i costi d’investimento e le tariffe a carico della collettività dell’ipotizzato ricorso alla purificazione dell’acqua del Secchia ad usi potabili, chiarendo sulla base di quali indicazioni è nato il progetto;
- Valutare tecnicamente ed economicamente tutti i possibili interventi, come il potenziamento dell’alimentazione naturale della falda, o un impianto di denitrificazione;

- Garantire che il governo dell’acqua, bene primario irrinunciabile, sia un processo partecipato, chiaro e trasparente.