Labirinti Parco Ferrari

Labirinto nel parco ferrari

Un esempio di come potrebbero essere il labirinto fisso per il Parco Ferrari.

I labirinti stanno vivendo una stagione di grande riscoperta, il 14 giugno in occasione dei 25 anni dalla morte del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges e la Fondazione Giorgio Cini hanno inaugurato a Venezia, con un inedito evento musicale di Julio Viera, Il Labirinto Borges, ricostruzione del giardino-labirinto che l’architetto Randoll Coate progettò in suo onore. Opera permanente, il labirinto sarà poi accessibile al pubblico tramite servizio di visite guidate.

A Fontanellato invece sono in corso i lavori nella proprietà dell’editore Franco Maria Ricci, che dovrebbe aprire nel 2012, otto ettari di labirinto, un quadrato di 300 metri per lato, tre chilometri di percorso totale sotto gallerie vegetali alte cinque metri. Sessantamila bambù di venticinque specie diverse in poco tempo, una volta piantumati, sono più che raddoppiati. Il labirinto firmato da Franco Maria Ricci sarà l’attrazione principale di un parco culturale aperto al pubblico e guidato da una fondazione.

I labirinti solo luoghi dalla forte valenza simbolica, dal grande richiamo turistico, evocano uno dei miti più arcaici dell’uomo, la sfida personale con l’ignoto per ritrovare una strada sperduta.
La proposta prevede la realizzazione di 3 labirinti differenti, uno a raso, disegnato nella piazza d’ingresso, uno fisso realizzato con siepe ed uno effimero, realizzato con una coltivazione stagionale, a granturco, grano o canapa.

L’insieme dei “Labirinti Ferrari” sarà dedicato alla sfida umana e sportiva di Enzo Ferrari, alla sua storia, al mito del Cavallino Rampante e più in generale all’ingegno modenese e alla capacità di misurarsi con sfide innovative.

Il disegno dei labirinti sarà realizzato con uno specifico concorso, potrà collegare i labirinti a memorie storiche identitarie per la città, riprendendo competenze e progetti modenensi, come Antonio Delfini (un Labirinto letterario, magari integrato alla rete delle biblioteche), o alla città dei bambini e delle bambine di Mario Benozzo con un labirinto della fantasia dedicato (magari con l'aiuto della grammatica della fantasia di Gianni Rodari), o ancora alle figurine Panini e a Franco Cosimo Panini.


I labirinti poi potranno essere collegati con un percorso tattile, sensitivo, olfattivo che si integra con il Parco Ferrari e permette di vivere esperienze uniche e differenti per soddisfare tutti i cinque sensi con giardini sonori, il giardino del gusto, il giardino tattile, il giardino dei colori e il giardino dei profumi.

Labirinto fisso
Punto centrale del sistema è un labirinto tradizionale, realizzato con siepe, su’un’area di 3.500 mq, a fianco del lago canale, con una torretta centrale da raggiungere utile anche per “recuperare” i visitatori dispersi. Il progetto del labirinto potrà essere affidato con un concorso a tema, sarà lungo circa 2 km. Labirinti simili richiedono dai 20 minuti (se esperti) fino alle 2 ore per essere percorsi. Sarà aperto ad orari e presidiato da un custode. Potrà essere illuminato per un uso anche estivo serale.

Labirinto effimero
Il progetto prevede un labirinto effimero, rinnovabile ogni anno e che muta ogni stagione, sviluppabile a tema, che potrà accogliere i grandi giardinieri come Libereso Guglielmi, Pejrone, Atelier Balto, Patrick Blanc, Umberto Pasti. La versione effimera, sulla base dell’esperienze tedesche, potrà essere realizzata tramite la piantumazione di un’area con colture a rapido accrescimento (mais o canapa) in cui “incidere” il labirinto che sarà utilizzabile per una stagione vegetativa.


Labirinto a raso
Ad integrare il labirinto fisso e quello stagionale si propone di realizzare nella piazza di ingresso un labirinto per bambini, a raso, realizzato integrando prato e pavimentazione. Il labirinto a raso sarà sia un elemento di arredo della pizza che un primo luogo di sperimentazione della sfida del labirinto offendo ai bambini una possibilità di gioco e di confronto con un mito della natura umana.

Simona Sgarbi

Buonasera sig. Silingardi.
Per motivi personali non potrò partecipare all'Assemblea del 20 giugno, ma ci tengo a dare il mio commento e contributo alla discussione.
L'idea del labirinto mi sembra, da pedagogista e futura counselor, una possibilità culturale per la città, intesa sia in senso turistico, di allargamento del centro storico e dell'offerta monumentale di Modena con un oasi di verde, sia proprio in senso educativo e pedagogico più stretto.
Mentre leggevo la vostra proposta, già immaginavo percorsi per le scuole di ogni ordine e grado, non solo per la fruizione, quanto forse soprattutto nel momento della realizzazione e manutenzione, impegno e cura dei vari labirinti.
Inoltre, un percorso che si configura come esperienza complessa, che integra più livelli: cognitivo, sensoriale, emotivo ed esperienziale, potrebbe essere funzionale per tutti coloro che presentano deficit in una o più di queste capacità, come possono essere ad esempio persone diversamente abili, o anziani. L'esperienza di confronto e sfida con l'ignoto e la paura che esso genera, sono elementi di crescita per ogni persona, soprattutto chi, in particolari momenti della propria vita, si trova a vivere crisi e necessità di cambiamento, senza sapere dove questo potrà portarli.
Ho espresso liberamente il mio pensiero, e per questo ringrazio l'Associazione.
Saluti
Simona Sgarbi