Iniziativa popolare tutela acqua



Al via la raccolta di firme per la delibera di iniziativa popolare del Consiglio Comunale di Modena sulla tutela delle acqua di falda e dei campi acquiferi

Il problema della tutela dei campi acquiferi di Cannizzaro e Aristotele non è solo un problema di uso del suolo, di urbanistica o di rispetto dei pozzi. E’ soprattutto un problema di partecipazione ai processi decisionali e di tutela delle acque di falda.

Le iniziative che si sono susseguite sul tema, gli approfondimenti, gli incontri e gli interventi sulla stampa hanno permesso a molti cittadini di maturare la convinzione che il vero problema non sia decidere se realizzare 1, 10 o 100 case sui campi acquiferi, ma quali debbano essere le politiche di tutela delle acqua potabili, una risorse pubblica da garantire in termini di qualità, oggi e domani.

Per far sentire la nostra voce all’Amministrazione e chiedere formalmente al Consiglio Comunale di assumere una posizione chiara e inequivocabile, speriamo anche ampiamente condivisa, abbiamo deciso di utilizzare uno degli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto di Modena.

L’articolo 11 prevede la possibilità di proporre un atto giuridico di iniziativa popolare, da sottoporre all’attenzione del Consiglio Comunale. La proposta deve essere sottoscritta da almeno 300 cittadini, con firme autenticate, consegnate al Sindaco per essere, entro 30 giorni, iscritta al dibattito e al voto del Consiglio Comunale.

La proposta di delibera d’indirizzo per la tutela dell’acqua, partendo da motivazioni condivise sui principi di cautela, tutela e conservazione della risorsa idrica, prevede 5 azioni vincolanti:

1.     avviare, in stretta collaborazione con gli Enti Territoriali competenti, la revisione integrale del Piano di Tutela delle Acqua del 1981;

2.     partecipare attivamente con la propria struttura e con proprie competenze al cosiddetto Tavolo Nitrati, per la definizione delle strategie di tutela quali-quantitativa delle acque sotterranee rispetto alla presenza di nitrati;

3.     sospendere i progetti relativi ad ipotesi di potabilizzazione dell’acqua del Secchia fino al termine degli studi e delle elaborazioni indicate in premessa;

4.     bloccare qualsiasi ipotesi di trasformazione urbanistica e di edificazione sulle aree dei campi acquiferi di via Cannizzaro e via Aristotele;

5.     impegnare la Giunta Comunale a riferire periodicamente al Consiglio Comunale sugli esiti delle iniziative indicate, a premessa di ogni eventuale decisione futura in materia.
La proposta ha raccolto l’adesione e il pieno sostegno di:

·      Associazione cittadini per il Parco Ferrari e il verde urbano
·      Comitato Modena Salute Ambiente
·      Comitato Modenese per l'acqua pubblica 
·      Comitato Verde Vaciglio
·      Comitato Villaggio Giardino
·      Gruppo Consigliare Etica e Legalità
·      Gruppo Consigliare Modena Salute Ambiente
·      Gruppo Consigliare SEL
·      Italia Nostra
·      Legambiente
·      Lega Difesa Ecologica
·      Modena Attiva
·      Movimento 5 Stelle
·      Sel
·      WWF

La raccolta di firme partirà il prossimo sabato 20 luglio, con diversi banchetti organizzati in contemporanea in centro storico, al villaggio giardino e al Parco Ferrari.

Questa settimana sarà dedicata alla richiesta dei permessi e all’organizzazione della raccolta di firme. Chiunque sia disponibile e interessato a collaborare potrà raccogliere informazioni o dare la propria disponibilità sui siti delle associazioni aderenti, da dove sarà possibile scaricare la documentazione e gli eventuali contatti.
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Campi acquiferi, edificazione o tutela?


Il tema edificazione sui campi acquiferi non è una questione di toni. Il problema è dare sostanza alle affermazioni di principio, come tali sempre da tutti condivise e di prassi altrettanto disattese. E allora partiamo dai fatti, per capire se la disponibilità al dialogo è una questione di stile o di sostanza e se ne possono conseguire decisioni coerenti.

Da oltre 3 anni non si riunisce il tavolo nitrati,  mentre invece tute le scelte che riguardano l’acqua dovrebbero partire da puntuali valutazioni tecniche. Come crescono i nitrati, in quanto tempo si dilaveranno le falde, come i pozzi barriera possono tutelare i campi acquiferi, come favorire la ricarica naturale della falda con acque dei fiumi, come usare le acque estratte. Senza queste valutazioni costruire sui campi acquiferi è pericoloso. 

I pozzi di via Panni sono stati chiusi per decisione autonoma di Hera, mentre tutte le valutazioni tecniche indicano di estrarre l’acqua satura di nitrati ed evitare che avanzi verso i pozzi di via Aristotele e Cannizzato. Sarebbe utile capire chi lo ha deciso e perché per evitare che un fatto simile si ripeta, ma nel frattempo possiamo rimediare prima possibile a questo grave errore?

Dopo la famosa conferenza stampa che annunciò la potabilizzazione dell’acqua del Secchia un velo è sceso sul progetto, ma ci risulta che Hera ed Iren hanno recentemente illustrato all’Amministrazione lo stato del progetto, la cui sostenibilità economica è legata all’acquisto di acqua depurata da parte dei modenesi. Queste iniziative non possono partire da interessi economici dei gestori. Se davvero l’amministrazione crede che questa sia la strada apra un dibattito pubblico sulla proposta, altrimenti fermiamo questo progetto.

Sui pozzi di Marzaglia abbiamo costruito un’autodromo, su quelli di San Cesario cave, su quelli di Modena prevediamo case. Il problema non è quanto sarà larga la fascia di rispetto dai pozzi esistenti. Il punto è decidere se vogliano preservare integre le aree in cui è disponibile l’acqua da bere, per noi ma anche per i secoli futuri. L’area di Aristotele e Cannizzaro è l’unica nella conoide del Secchia da cui possiamo estrarre i volumi d’acqua necessari per Modena e buona parte della provincia. E’ così difficile decidere di tutelarla integralmente? Prevedendo maggiore cautela e progetti di protezione anche per Marzaglia e San Cesario.

Se l‘Amministrazione prevede di attendere la VIA per poi ridisegnare le edificazioni previste collocando aree verdi nelle aree a 10 o 20 o fosse anche 30 metri dai pozzi esistenti allora dovremmo dedurre che la montagna avrà partorito il più classico dei topolini.

Le nostre proposte sono semplici: bloccare qualsiasi ipotesi di costruzione su via Cannizzarto ed Aristotele, dare corso finalmente al tavolo nitrati, aggiornare il piano di tutela delle acque, condizionare le future scelte alle indicazioni che il piano di tutela fornirà.

Questa è stata la prassi seguita negli anni passati, questo è l’unico il filo da riprendere e che si è colpevolmente abbandonato. 

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Pista Marzaglia, un problema politico


Il 5 aprile scorso presentammo il nostro dossier sulla Pista di Marzaglia, che produsse le dimissioni lampo dell’ass. Sitta e la riapertura della conferenza dei servizi provinciale per verificare le nostre affermazioni.

Oggi, dopo che la Provincia ha accertato innumerevoli violazioni ed emanando una lunga serie di prescrizioni per garantire la tutela ambientale, messa a rischio dagli interventi realizzati, l’Ass. Sitta, anziché scusarsi, attacca noi e l’ARPA accusandoci di mentire ed essere fanatici, ideologici e fondamentalisti.

Premesso che qualcuno dovrebbe avvisare l’assessore che il muro di Berlino è caduto da tempo, nessun di noi ha mai chiesto la chiusura dell’autodromo, in Italia non chiude l’Ilva di Taranto figuriamoci l’autodromo di Modena.

Come sempre l’assessore attacca e strepita per non affrontare gli elementi politici gravi che contraddistinguono questa vicenda. Il primo, sancito dalla Provincia, è che ci sono tante e tali difformità dal progetto autorizzato dalla VIA che diventa difficile elencarle. Il fatto grave è che queste difformità erano ben note al Comune di Modena, in quando molte di queste presenti nel progetto licenziato dal settore Urbanistica. L’Assessore non ha mai spiegato come mai.

Infine, visto che l’assessore ci accusa di mentire, dobbiamo ricordargli che nella presentazione in Consiglio Comunale risulta a verbale la sua affermazione che la pista era ridotta a 1600 metri proprio per tutelare l’ambiente, facendo dell’impianto un centro giuda sicura. Oggi afferma che fosse stato per lui, in spregio al Consiglio Comunale, la pista l’avrebbe fatta anche più lunga.

Da tempo i cittadini stanno chiedono alla politica trasparenza, coerenza e rispetto delle regole. Su questa vicenda ognuno può trarre le proprie conclusioni per vedere chi ha mentito e quando. Per noi ci sono precise responsabilità politiche, l’assessore continuerà a negarle, ma anche se resterà in carica fino a fine legislatura la sua è un’era segnata.

Rimane il fatto che si è intervenuti in spregio alle prescrizioni su un’area delicata e da cui estraiamo la migliore acqua per i nostri acquedotti. E’ veramente difficile capire da dove venga questo accanimento contro i campi acquiferi, un bene assoluto da tutelare sempre e comunque.

Per saperne di più scarica il Dossier Pista Marzaglia
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Ambientalisti criminali?

Caro assessore ha sbagliato nel fare affermazioni inopportune sull'acqua di Modena ma ciò che e' più grave e' la sua insistenza. 

Chi lo giudica un fatto caratteriale sbaglia, e' una sua chiara strategia politica. Mentre la maggioranza chiude un buon accordo sul piano abitativo sociale, recependo molte delle nostre richieste, lei tenta l'ennesimo strappo per rompere e avere le mani libere. 

Il piano di tutela delle acque, che  dimostra di non conoscere, e' prima di tutto uno strumento di studio per sapere come sono fatti gli acquiferi modenesi. 

Quando afferma che i futuri pozzi andranno fatti al di la della tangenziale dal punto di vista idraulico identifica lo stesso acquifero di Cognento, l'unico in grado di fornire 20 milioni di litri d'acqua all'anno. Non sostituibile in portata, qualità e costi con l'ipotetico impianto di depurazione del Secchia.   Dello stesso acquifero fanno parte i pozzi di via Panni. 

Il piano aveva suggerito di utilizzare i pozzi più a sud come pozzi barriera per estrarre le acque con concentrazioni troppo elevate di nitrati. E' stato fatto l'esatto contrario, i nitrati come previsto sono scesi a valle, e le sue proposte non fanno altro che perseverare nell'errore. 

Se si vuole tutelare la falda di Cognento ci sono tre strategie possibili. Evitare la discesa a valle delle acque troppo sature di nitrati, incentivare e favorire la ricarica delle falde da ovest, con acque infiltrate periodicamente dalle piene del Secchia, e non da ultimo, avere l'umiltà di rispettare una risorsa strategica e di interesse collettivo. 

Da ambientalista ritengo che su questo tema sarebbe ora di far tacere i politici e dare la parola ai tecnici. Per l'ennesima volta chiediamo la convocazione del tavolo nitrati e l'aggiornamento del piano di tutela delle acque, prima che sia troppi tardi. 

Purtroppo per lei la politica non e' fatta di insulti e aggressioni, non ci interessa investigare i suoi impegni, ma se non l'ha ancora capito questa città si aspetta ben altro da chi l'amministra. 
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Potabilizzare il Secchia o tutelare le falde?


Da tempo stiamo sostenendo che l’unico modo per affrontare un tema così delicato e strategico, come la disponibilità di acqua  potabile, debba passare per la revisione delle politiche definite già nel lontano 1980 nel Piano per la Tutela e l’Uso delle Risorse Idriche dell’allora Comprensorio di Modena, attraverso studi scientifici di livello assoluto. Ogni decisione che influenzi lo stato e le possibilità d’uso, attuali e future dell’acqua potabile presa al di fuori di questo quadro di riferimento è un errore grave.

Ad oggi le affermazioni più gravi che abbiamo sentito riguardano tre argomenti: la chiusura dei pozzi Hera in via Cannizzaro e via Aristotele, la potabilizzazione dell’acqua di superficie del Secchia, il problema nitrati. Essi devono trovare la loro coerente risposta in una gestione complessiva degli acquiferi provinciali, definita sulla base degli studi consolidati e sulle evidenze delle periodiche rilevazioni quali-quantitative sulle falde.

Per saperne di più leggi la nota di Modena Attiva "20120216Acquapotabile.doc"
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Pista Marzaglia, quanti problemi?

Oggi la pista è realizzata, alcuni problemi sono evidenti e pongono interrogativi che non si possono eludere.


Abbiamo avuto la possibilità di accedere agli atti, visionando sia il progetto approvato dalla Provincia in sede di VIA, con le relative prescrizioni, che i documenti relativi alle autorizzazioni urbanistiche, depositati presso il Comune di Modena. Oltre alle carte abbiamo fatto quello che un qualsiasi cittadino può fare, un giro a Marzaglia per confrontare ciò che è stato progettato, ciò che è stato autorizzato in sede di VIA e ciò che è stato fatto concretamente.


Per saperne di più scarica la nostra relazione 20120126PistaMarzaglia.doc
Per leggere la relazione di VIA della Provincia RapportoAmbientale.pdf



In particolare il problema maggiore riguarda le fogne, intervento delicatissimo vista la vicinanza dei pozzi dell'acquedotto e la zona di ricarica delle falde. 

La valutazione di impatto ambientale, approvando questo progetto, ha aggiunto una serie di prescrizioni, tra cui il punto 17) “Il sistema fognario dovrà essere realizzato utilizzando condotte a doppia camicia ispezionabili.” Sono dodici parole, chiare e precise, inequivocabili.

Il progetto realizzato invece ha utilizzato semplici tubi in cloruro di polivinile, (PVC), non saldati e tantomeno incamiciati. Se le fognature non sono conformi alle prescrizioni della VIA, è da chiedersi in qual modo possano tutelare la qualità delle acque sotterranee in un’area di ricarica delle falde, a pochi metri dai pozzi del nostro acquedotto.

Ricordando che l’assessore Sitta ha dichiarato, anche recentemente, che quelle sono “le fogne più belle del mondo” e che le tecnologie costruttive permettono di intervenire nelle zone di ricarica delle falde, ci sembra doveroso porgli alcune domande:

1)    Il Comune ha partecipato a pieno titolo alla Conferenza dei servizi: l’assessore era a conoscenza delle prescrizioni e dei vincoli posti a tutela delle falde che hanno concluso la valutazione da parte della Conferenza?
2)    Le caratteristiche delle fognature indicate dal progetto che ha ottenuto dal Comune il permesso di costruire sono coerenti con le prescrizioni imposte dalla VIA?
3)    Considerato che la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia è un compito obbligatorio dell’amministrazione comunale, l’assessore conferma che quanto eseguito corrisponda a quanto autorizzato dalla VIA?
4)   Nel caso di difformità, l’amministrazione comunale intende esigere che quanto eseguito sia conformato alle disposizioni della VIA, esercitando il proprio ruolo nella tutela ambientale e nella difesa di un bene pubblico essenziale qual è l’acqua?

Per saperne di più scarica la nostra relazione 20120126PistaMarzaglia.doc
Per leggere la relazione di VIA della Provincia RapportoAmbientale.pdf
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Lettera di Modena Attiva al Sindaco e alle forze del centro sinistra

Abbiamo ritenuto utile inviare una lettera di Modena Attiva al Sindaco, ai consiglieri del centro sinistra e ai segretari della maggioranza in cui precisare la nostra posizione sul comparto di via Aristotele e sui campi acquiferi.

Un modo per dare un contributo alla discussione dopo le dichiarazioni del progettista incaricato di sviluppare il Piano Particolareggiato e la lettura del parre ARPA sul comparto.

Puoi scaricare la lettera da questo indirizzo Lettera Modena Attiva
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Da quando anche ARPA e AUSL sono Radical-Chic?

"ARPA e AUSL fanno valutazioni incongrue e vanno oltre le loro competenze, c'è scarsa conoscenza della materia."

Le dichiarazioni a caldo sulla Gazzetta di Modena. L'assessore Sitta non vede problemi per il progetto e rilancia: «Deciderà la provincia se attivare la Vas e le valutazioni di Arpa e Ausi sono Incongrue e vanno oltre le loro competenze. Proseguiremo facendo le nostre contro deduzioni perché le regole valgono come per tutti gli altri piani. Quelli non sono pareri negativi, mentre c'è scarsa conoscenza della materia. Su quell'area esiste una recente indagine commissionata a Hera e Aimag dalla Regione che ribadisce quello che sosteniamo nel piano regolatore: non si tratta di aree pregiate perché il problema dei pozzi di via Aristotele è che ci sono molti nitrati. La relazione geologica consiglia invece di realizzare eventuali altri pozzi da altre parti, a ovest e sud della tangenziale guarda caso dove prescrive il nostro prg. Le norme Arpa dovrebbe conoscerle e qui consentono l'edificazione di appartamenti perché le falde sono super protette».
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L'Arpa e il Monopoli

Non gioco più! Così pare abbia esclamato dopo aver pescato dal mazzo degli IMPREVISTI la carta più temuta "Il parere dell'ARPA". Voleva costruire il massimo possibile su via Cannizzaro e Aristotele grazie al controllo sulla società per l'ACQUA POTABILE. Ma i piani sono saltati quando l'ARPA ha imposto la VAS e ricordato la VIA in corso. Le regole sono regole e se non le rispetti il gioco non vale.
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Ma dove vai se la ValSAT non la fai?

Parere Ambientale ARPA Pianno Urbanistico Via Aristotele. Pag 4

"Considerato che non risulta avviata la procedura di Verifica di assoggettabilità a VAS del Piano, ai sensi dell’art.12 del D.Lgs. 4/2008, si precisa che questa dovrà essere necessariamente attivata, inviando gli elaborati all’Autorità competente onde evitare l’annullamento dei provvedimenti amministrativi di approvazione del Piano stesso…"

Lo abbiamo sempre sostenuto che per un'area delicata e strategica come quella dei campi acquiferi servisse una valutazione ambientale strategica complessiva.


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Le perplessità di ARPA sul comparto di via Aristotele


Parere Ambientale ARPA Piano Urbanistico Attuativo Via Aristotele. Pag. 4 

Di seguito un breve estratto dal parere ARPA, ancora non reso pubblico dal Comune di Modena

Lo scrivente distretto ARPA, per quanto di competenza, ritiene di sollevare perplessità circa lo sviluppo urbanistico in questione, considerata la consistenza dell’intervento (più di 400 alloggi) in un’area che ricade quasi completamente all’interno di perimetri di protezione delle captazioni acquedottistiche e di possibile espansione delle stesse, oltre che in un contesto acusticamente critico per le infrastrutture viarie che lo delimitano, in particolare sul lato sud.
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ARPA Top Secret

Che ci sarà mai scritto in quel parere di così delicato per cui il Comune lo mantiene segretato? Sta diventando un caso il parere espresso dall'ARPA, e trasmesso al Comune e alla Provincia, sul Piano Particolareggiato di via Aristotele. Malgrado la procedura sia pubblica, e preveda tempo fino al 28 febbraio per esprimere osservazioni da parte dei cittadini, tra i documenti che vengono forniti a chi fa accesso agli atti manca proprio il parere dell'ARPA. Un atto non secondario nell'analisi del progetto, visto anche l'area particolarmente delicata su cui si vorrebbe costruire. Il fatto è ancora più significativo se si registrano le ben 2 interviste rilasciate dal direttore dell'ARPA a due quotidiani locali, in cui lo stesso evidenzia criticità in una forma non certo usuale.

E quindi, quanto dovremo aspettare per scoprire cosa dice il documento top secret? Noi avanziamo ancora la nostra richiesta, che il Comune quanto prima renda la documentazione disponibile sul proprio sito, in nome di una trasparenza non di facciata ma sostanziale.
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L'Acqua che beviamo, giovedì 12.01.2012 ore 16:00 Fermi Modena


L'acqua che beviamo. Seminario sulla qualità dell'acqua di Modena e sui controlli effettuati.
12 gennaio 2012 ore 16.00 Presso l'Aula Magna dell'Istituto E. Fermi, Via Luosi 23. Modena

Coordina: Simona Arletti Assessore all'Ambiente del Comune di Modena

Interventi:
- Paola Borella, Professore Ordinario di Igiene, Direttore del Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
- Anna Maria Manzieri, Arpa Sezione Provinciale di Modena
- Roberto Menozzi e Francesca Romani, Gestione Impianti Ciclo Idrico Hera Sot Modena
- Armando Franceschelli, Servizio Igiene degli alimenti e Nutrizione,Dipartimento di Sanità Pubblica, Azienda USL Modena

Una iniziativa interessante per capire lo stato delle nostre acque e ragionare sulla loro gestione.
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E' assurdo che sia il privato ad informare sullo stato delle nostre acque


Siamo rimasti allibiti leggendo la dichiarazione “Pagheremo lo spostamento di due pozzi Hera”. Da mesi stiamo sostenendo che sui campi acquiferi che alimentano 360.000 persone serve un aggiornamento del piano di tutela della acque. A parole è una priorità condivisa da tutti, al punto che il Comune è uscito con l’estemporanea proposta di potabilizzare l’acqua del Secchia, ma nessuno fa nulla.

Da oggi possiamo stare tranquilli, perché ci penseranno i costruttori. L’architetto Guerzoni “sgombra il campo” dalle preoccupazioni, non si costruirà sui pozzi Aimag (ci mancherebbe altro) ma su due pozzi Hera che, apprendiamo sempre da lui, “sono utilizzati solo in parte perché portano acqua dall’area di Formigine ancora inquinata dai nitrati tanto che è necessario tagliarla con l’acqua di Marzaglia e San Cesario.”

Sempre dall’architetto Ronzoni apprendiamo che la Provincia sta valutando “se chiudere questi due pozzi” e che i costruttori, bontà loro, “si sono già impegnati a pagarne la costruzione di due in una zona migliore.” Immaginiamo scelta da loro.

Sul riferimento alle fogne ipertecnologiche sorvoliamo, speriamo non saranno simili a quelle di Marzaglia, ritenute dall’assessore “le migliori del mondo”, e su cui attendiamo le verifiche previste.

E’ vero che la Provincia chiede la chiusura dei pozzi? E’ vero che Hera miscela l’acqua con San Cesario? Dove si pensa di trasferire i due pozzi che si vogliono chiudere? Qual è la loro portata e la loro distanza dai pozzi Aimag? Se non estrarranno più l’acqua inquinata questa arriverà ai pozzi Aimag? E Aimag con quale acqua la miscelerà? Chi ci risponderà, l’impresa e l’architetto Ronzoni?

Modena è sempre stata capace di pianificare le risorse pubbliche dando priorità all’interesse e al bene collettivo. Oggi, su un tema delicato e importante come quello dell’acqua, assistiamo sconcertati allo svilimento di una tradizione trentennale. Non possiamo che denunciare questa situazione, chiedendo che prima si proceda alla revisione del piano di tutela delle acque e poi, sulla base di valutazioni condivise e pubbliche, si prendano le decisioni conseguenti sui limiti di edificazione nell’area. Che siano poi i costruttori ad affrontare per la prima volta la questione dello spostamento dei pozzi ci pare un fatto di una gravità enorme.
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Procedura VIA e falde acquifere


Cosa direste scoprendo che i pozzi da cui beve la nostra città non sono perfettamente a norma? Il Piano Particolareggiato per via Aristotele deciderà dove e cosa costruire prima che la VIA in corso definisca aree di rispetto e tutela dei pozzi, che oggi sono autorizzati solo in modo provvisorio.

Nel 2006 AIMAG, giustamente preoccupata di regolarizzare l’unica fonte d’acqua potabile per il proprio territorio, predispone tutti gli atti per avviare la procedura di VIA con pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione in data 21 giugno 2006.

La Regione Emilia Romagna, dopo una rapida verifica, pone una questione molto semplice. Il campo acquifero di Cognento è unico e deve essere analizzato in modo unitario. Per questo chiede che venga ripresentata la domanda di VIA per i pozzi AIMAG ed Hera di via Arisottele e Cannizzaro con il relativo studio d’impatto ambientale.

Dal 2006 ad oggi, guarda caso proprio quando parte l’operazione aree F, tutto si ferma e la VIA è in attesa di essere riproposta come richiesto dalla Regione.

Perché non si pone al primo posto dell’attività amministrativa e delle priorità politiche la regolarizzazione dei pozzi da cui bevono 360.000 persone invece che l’edificazione dei terreni?

La procedura di VIA, pubblica e aperta alle osservazioni dei cittadini, obbliga ad affrontare due problemi evidenti:
1) La sistemazione dei pozzi AIMAG di via Aristotele, troppo vicini uno all’altro e che devono essere riposizionati.
2) La definizione di aree non edificabili come riserva per nuovi pozzi, necessari per sopperire cali di portata, nuove esigenze, altre variabili ad oggi non prevedibili o per semplice precauzione.

Sono valutazioni tecniche, a cui la politica dovrebbe garantire autonomia e spazio, applicando un sano principio di prudenza per garantire per le future generazioni una risorsa collettiva inalienabile come l’acqua.

Invece assistiamo al paradosso che i privati, su autorizzazione del Comune, hanno già predisposto il Piano Particolareggiato per Via Aristotele, prima che qualsiasi valutazione di merito sia possibile, mentre i nostri pozzi restano provvisori.

Noi continuiamo a fare una sola e semplice richiesta: che prima si facciano le valutazioni ambientali di merito e poi si proceda, nei limiti delle compatibilità, alle varianti urbanistiche.

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Scelte politiche e valutazioni di merito?


E’ possibile che le scelte politiche siano indipendenti dalle valutazioni di merito? Noi crediamo di no. L’area del principale campo acquifero Modenese andrebbe gestita con una visione unitaria e il coinvolgimento di tutti gli enti competenti. Tra Cannizzaro e Aristotele ci sono i pozzi che forniscono acqua potabile a 360.000 persone, un aspetto che dovrebbe indurre a forte cautela.

Sull’area è in corso un procedura di VIA, unificata tra Aristotele e Cannizzaro su richiesta della Regione Emilia Romagna, che prevede studi specifici e un percorso pubblico, con osservazioni e controdeduzioni. Che senso ha procedere con varianti urbanistiche mentre la VIA è in corso?

Dopo la proposta di usare l’acqua del Secchia molti, tra cui lo stesso Comune di Modena, hanno chiesto il completamento del Piano Nitrati e l’aggiornamento del Piano di tutela delle acque, a cui adeguare gli indirizzi della pianificazione.

E’ inoltre evidente l’opportunità di definire le aree di riserva da mantenere disponibili per eventuali nuovi pozzi, ad integrazione o sostituzione degli attuali, che per loro natura non sono eterni.

In questo quadro, la priorità è la salvaguardia delle acque potabili, mentre l’edificazione sarà possibile nella misura in cui non confligga con la tutela dei pozzi. Invece del confronto con gli enti coinvolti e con i cittadini si preferisce accelerare le procedure con motivazioni molto deboli, per cui sulle aree pubbliche sarebbe possibile attivare percorsi partecipati (via Cannizzaro) mentre su quelle private no (via Aristotele). Come se gli impatti sulle falde cambiassero a seconda dei proprietari dei terreni.

Limitare la politica urbanistica alla trasformazione delle aree F in edificabili è stato un errore strategico che anziché ridurre i tempi li sta allungando. Anche perché il percorso decisionale non ha previsto studi d’impatto ambientale con valutazione delle possibili alternative, e non si possono giustificare tutti gli interventi sulla base dell’esigenza di costruire nuovi alloggi di edilizia sociale.

Non serve banalizzare il problema sostenendo che si è sempre edificato sulle aree dei pozzi (prima però che il PRG lo vietasse) e che costruendo si protegge la falda. I problemi che stanno emergendo nell’autodromo di Marzaglia indurrebbero ad atteggiamenti molto più prudenti.

Insieme al dott. Adriano Zavatti, abbiamo illustrato motivazioni tecniche e di merito e proposto una scelta chiara: sospendere i processi di pianificazione in corso dando priorità alle procedure di Via e ai Piani di tutela delle acque. Non siamo per un no a priori, ma chiediamo semplicemente di verificare le problematiche ambientali prima di redigere i piani particolareggiati di edificazione per le aree F con evidenti criticità. Una richiesta di buon senso e facilmente accoglibile.
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10 Domande all'Amministrazione dal Villaggio Giardino

Il Comitato Villaggio Giardino alla luce dei tre comunicati (non ne bastava uno per dire la stessa cosa, nello stesso modo confuso e generico?) e dell’improvvisa conferenza stampa convocata d’urgenza dal Comune di Modena, subito dopo aver appreso la notizia dell’assemblea di domani 9 novembre sulla tutela delle acque modenesi, organizzato da Modena Attiva e dallo scrivente Comitato intende sottoporre all’Amministrazione comunale i seguenti dieci quesiti:

1. Se come si legge nel comunicato ‘allo stato attuale non sussistono situazioni di criticità di qualità e di quantità del sistema idropotabile modenese’ perché l’Amministrazione ha deciso improvvisamente di convocare una conferenza stampa annunciando la potabilizzazione del Secchia di cui – come testimonia la lettera all’Ato non esiste alcuno studio tecnico?
2. L’Amministrazione può spiegare con chiarezza e trasparenza se questo famigerato tavolo tecnico con ‘stimate professionalità nei settori delle pubbliche amministrazioni, del mondo universitario, dei gestori’ esiste veramente e ha prodotto questo cosiddetto ‘Masterplan’ (parola inesistente nei vocabolari d’inglese) oppure come lo stesso Assessore Arletti sostiene nel suo stesso comunicato la formazione di questo tavolo tecnico è un invito che il Comune fa all’Ato?
3. L’assessore responsabile dell’ambiente è a conoscenza del fatto che la competenza in materia di acque è della Provincia, di Ato e della Regione?
4. Se il nostro piano delle acque del 1981 – uno dei primi in Europa, apprezzato a livello internazionale - come scrive l’Assessore ‘è ancora attuale e non ha perso di validità’ perché si vuole cambiarlo? A che pro e in ragione di quali trasformazioni?
5. Nei diversi comunicati e nella conferenza stampa il Sindaco e l’Assessore Arletti hanno assicurato che i pozzi esistenti di via Cannizzaro e via Aristotele sono essenziali per il nostro approvvigionamento idrico: perchè invece l’Assessore Sitta ha pubblicamente detto che verranno chiusi?
6. Qual è stata l’ultima seduta del Tavolo dei nitrati? Da chi è composto questo organismo? Quali sono gli studi prodotti?
7. Perché Hera e il Comune hanno deciso di tagliare il progetto di trattamento dei nitrati nell’acquedotto di via Cannizzaro?
8. Perché l’Amministrazione continua ad affermare che l’area verde dei pozzi acquiferi di via Cannizzaro è ‘edificabile da sempre’ mentre ciò non risponde al vero, secondo quanto previsto nel PRG ancora vigente del 1989, ogni giorno stravolto dalle numerose devastanti varianti?
9. Se non esiste ancora un piano di potabilizzazione del Secchia come può l’Amministrazione sostenere che questa ipotesi sarà a costi sostenibili per la comunità, senza aumentare le bollette di Hera?
10. L'assessore Arletti è sicura d'interpretare lo spirito referendario presentando alla città un piano pensato da Hera SPA – così ha dichiarato alla stampa l’Assessore Sitta - società di capitale quotata in borsa il cui obiettivo naturale è fare profitti?
11. Infine l'Amministrazione comunale è in grado di mostrarci quali aree sarebbero disponibili dopo la cementificazione di oltre 650 alloggi previsti su via Cannizzaro e via Aristotele in quella zona, la più ricca d'acqua di tutto il territorio modenese?

Ci auguriamo che il Comune possa rispondere tempestivamente e con precisione alle questioni poste dal Comitato nell’interesse di tutti i cittadini modenesi.

Grazie mille

Il Comitato Villaggio Giardino
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