Risposta al segretario del PD Sirotti


Caro Sirotti, dici “molto rumore per nullacome se la discussione di questi mesi su PSC, urbanistica, futuro della città fosse stata inutilmente rumorosa.Come mai allora l’Ass. Sitta si è dimesso, il progetto “Modena Futura” è stato abbandonato, si è rinunciato a costruire nel Parco Ferrari, a Ponte Alto, nelCampo Cesana, Modena Est, Piscina Virgin e mi fermo per compassione. Mipare che il rumore, che in effetti è stato molto, non sia stato proprio “per nulla”ma anzi, abbia prodotto risultati importanti. Piuttosto mi chiederei come mai il PD stia dando ancora oggi l’impressione di subirli anziché farli propri e governarli. Da semplice iscritto la considero una linea politica gravemente perdente.

Continui dicendo che “i risultati della VIA saranno scrupolosamente rispettati”. Spero che lo scrupolo non sia pari a quello utilizzato per l’Autodromo di Marzaglia, dove l’Amministrazione ha disatteso le prescrizioni di VIA, come da noi denunciato e dalla Provincia confermato, e, cosa se possibile più grave, il mandato del Consiglio Comunale che imponeva di realizzare una pista prove. Josefa Idem si è dimessa per molto meno.

Ma cosa significa attendere i risultati della VIA? Questa procedura riguarda la compatibilità ambientale dell'estrazione di acqua dal sottosuolo, finalizzata alla regolarizzazione delle concessioni e NON la costruzione di nuove casenelle aree limitrofe.

Le scelte politiche si possono prendere tranquillamente oggi sulla base di tre principi semplici e fondamentali, e che dovrebbero essere condivisi da tutti:

1) Un principio di cautela, che implica di non costruire su un’area da cui confidiamo di prelevare l’acqua da bere per i prossimi secoli. Ricordo che nel territorio modenese non esiste un altro campo acquifero con la stessa portata, in grado di sostenere questi ritmi di estrazione.

2) Un principio di tutela, le cui politiche sono definite dal Piano Acque del 1981, che merita una revisione. Perché sono cambiate le dinamiche di ricarica della falde, causa l’abbassamento del Secchia e l’impermeabilizzazione dei suoli, sono diverse le precipitazioni a causa dei cambiamenti climatici, è avanzato il fronte dei nitrati a causa degli spandimenti. Ricordo che da 2 anni chiediamo venga redatto il “Piano Nitrati”, di cui si sono perse colpevolmente le tracce.

3) Un principio di pianificazione, tutte le zone F scontano lo stesso peccato originale: nessuna valutazione di sostenibilità sulle previsioni di insediamento. Si è semplicemente deciso di costruire li perché il retino del piano regolatore indicava zone a servizi generali, e qualcuno ha ritenuto che si potessero tutte trasformare in residenziali, al grido di “pane e mattone” e “vendiamo case alle giovani coppie”.

Noi riteniamo che le aree di via Cannizzaro ed Aristotele, le migliori nella conoide del Secchia per l'estrazione di acqua ad uso potabile, non devono essere occupata da edifici e vanno conservate come bene comune per le future generazioni.

E’ ora che il centro sinistra modenese si decida ad ascoltare le richieste che vengono dalla base. Come ha dimostrato il percorso dei “100xModena” sono i nostri elettori che ci chiedono di tutelare i campi acquiferi, di preservare il suolo vergine, di riqualificare l’esistente, di promuovere la mobilità sostenibile.

Se qualcuno pensa di utilizzare la VIA in corso per l’autorizzazione dei pozzi come una foglia di fico per costruire sta commettendo un grave errore, sarebbe invece ora di ridare idee e coraggio alla politica con scelte chiare e coerenti.
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