Scelte politiche e valutazioni di merito?


E’ possibile che le scelte politiche siano indipendenti dalle valutazioni di merito? Noi crediamo di no. L’area del principale campo acquifero Modenese andrebbe gestita con una visione unitaria e il coinvolgimento di tutti gli enti competenti. Tra Cannizzaro e Aristotele ci sono i pozzi che forniscono acqua potabile a 360.000 persone, un aspetto che dovrebbe indurre a forte cautela.

Sull’area è in corso un procedura di VIA, unificata tra Aristotele e Cannizzaro su richiesta della Regione Emilia Romagna, che prevede studi specifici e un percorso pubblico, con osservazioni e controdeduzioni. Che senso ha procedere con varianti urbanistiche mentre la VIA è in corso?

Dopo la proposta di usare l’acqua del Secchia molti, tra cui lo stesso Comune di Modena, hanno chiesto il completamento del Piano Nitrati e l’aggiornamento del Piano di tutela delle acque, a cui adeguare gli indirizzi della pianificazione.

E’ inoltre evidente l’opportunità di definire le aree di riserva da mantenere disponibili per eventuali nuovi pozzi, ad integrazione o sostituzione degli attuali, che per loro natura non sono eterni.

In questo quadro, la priorità è la salvaguardia delle acque potabili, mentre l’edificazione sarà possibile nella misura in cui non confligga con la tutela dei pozzi. Invece del confronto con gli enti coinvolti e con i cittadini si preferisce accelerare le procedure con motivazioni molto deboli, per cui sulle aree pubbliche sarebbe possibile attivare percorsi partecipati (via Cannizzaro) mentre su quelle private no (via Aristotele). Come se gli impatti sulle falde cambiassero a seconda dei proprietari dei terreni.

Limitare la politica urbanistica alla trasformazione delle aree F in edificabili è stato un errore strategico che anziché ridurre i tempi li sta allungando. Anche perché il percorso decisionale non ha previsto studi d’impatto ambientale con valutazione delle possibili alternative, e non si possono giustificare tutti gli interventi sulla base dell’esigenza di costruire nuovi alloggi di edilizia sociale.

Non serve banalizzare il problema sostenendo che si è sempre edificato sulle aree dei pozzi (prima però che il PRG lo vietasse) e che costruendo si protegge la falda. I problemi che stanno emergendo nell’autodromo di Marzaglia indurrebbero ad atteggiamenti molto più prudenti.

Insieme al dott. Adriano Zavatti, abbiamo illustrato motivazioni tecniche e di merito e proposto una scelta chiara: sospendere i processi di pianificazione in corso dando priorità alle procedure di Via e ai Piani di tutela delle acque. Non siamo per un no a priori, ma chiediamo semplicemente di verificare le problematiche ambientali prima di redigere i piani particolareggiati di edificazione per le aree F con evidenti criticità. Una richiesta di buon senso e facilmente accoglibile.
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