100 per Modena


Un vero piacere ascoltare tanti cittadini all’incontro finale dei 100 per Modena illustrare le criticità e le priorità da inserire nel nuovo PSC.

Sosteniamo da sempre che questa città ha voglia di partecipare, ha idee sul suo futuro e non è disponibile a lasciar scegliere ad altri le cose da fare. Bene quindi tutti i processi di partecipazione e i momenti di dialogo tra istituzione e cittadini.

Tra i tanti temi significativi emersi, ci fa ancora più piacere notare che i tre temi più votati hanno una caratterizzazione molto precisa.

Il no all’edificazione sui campi acquiferi di via Cannizzaro e via Aristotele è non a caso il tema più votato tra quelli proposti. Una indicazione forte e chiara che ricorda all’Amministrazione come la priorità della tutela del bene comune acqua e il principio di cautela devono segnare le scelte che riguardano una risorsa utilizzata da oltre 300.000 persone. A fronte di questa posizione chiediamo ancora più fermamente che non si costruisca in via Cannizzaro e Aristotele fermando i percorsi di trasformazione edilizia delle aree F.

La richiesta precisa di investire sulla mobilità sostenibile, abbandonando progetti miopi e superati a servizio dell’auto per far diventare Modena una città ciclabile all’altezza con la sua vocazione europea. E’ ora di passare da una visione cicloturistica della bicicletta alla comprensione del ruolo strategico che questa può avere nel semplificare e migliorare la mobilità in città. A quando le piste ciclabili su via Giardini e via Emilia Est?

Il richiamo al ruolo strategico per le politiche culturali e di promozione del centro storico del Palazzo Ducale, con la proposta di recuperare più spazi possibili ad una funzione aperta e integrata nella città. La vera marcia in più indispensabile per garantire il successo della pedonalizzazione di piazza Roma, aprendo gli occhi sul fatto che la ricerca ossessiva di posti auto non risolve nessun problema. Al Novi Park ne abbiamo 1750 ampiamente sotto utilizzati a 450 metri da piazza Roma, in una struttura che oggi anche altri riconoscono sbagliata, ma con cui dobbiamo fare i conti.

Sarà interessante vedere come e fino a quanto l’Amministrazione terrà conto di queste indicazioni venute dai cittadini, di certo i processi partecipati sono belli e interessanti, ma richiedono coerenza e impegno a raccoglierne le indicazioni. Noi siamo sicuri che anche stavolta l’Amministrazione saprà accogliere le richieste della città, come già avvenuto su tanti temi caldi in questi ultimi due anni.

Paolo Silingardi

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Piazza Roma e Novi Park


La pedonalizzazione di Piazza Roma è una delle azioni strategiche per il rilancio e il sostegno del centro storico. La recente chiusura alle auto di Via San Carlo e Via Castellaro (speriamo definitiva) e di Via Cesare Battisti dimostra la qualità che il Centro Storico può offrire. Però la pedonalizzazione non basta e potrebbe rivelarsi un fallimento se non viene integrata con una buona offerta culturale e con attività di aggregazione. 

E’ urgente avviare un percorso di sostegno e promozione per fare di Piazza Roma un luogo vivo, ricco di attività, interessante oltre che piacevole da frequentare. E’ evidente che non basta chiudere la piazza ma bisogna aprirla ad attività, anche commerciali, sostenendole dove serva, intervenendo sulla qualità complessiva e rilanciando l’offerta culturale, dei servizi e della mobilità. Purtroppo invece si sta lavorando solo sull’auto.

L’uscita del parcheggio Novi Sad dista da largo San Giorgio 650 metri, 8 minuti a piedi attraverso un percorso pedonalizzato. Lo stesso tempo che ci vuole a trovare un posto in un grande parcheggio di un centro commerciale, prelevare un carrello e raggiungere gli scaffali. Ma con una qualità completamente diversa.

Ma gli errori commessi con la costruzione del Novi Park sono pesanti e ci costeranno cari. Nel mese di novembre sono stati registrati 25.000 accessi, pari a 806 auto al giorno, considerando una rotazione media di 3 auto per posto, più bassa di Piazza Roma, significa 268 posti auto impegnati. Ne sono stati realizzati 1.750. È del tutto evidente che la struttura è sovradimensionata, ha un piano in più, si è speso il doppio del necessario, vincolando risorse provenienti dalla sosta a raso, che pagheremo per 41 anni, con una piano di tariffazione della sosta che già dal prossimo anno inizierà ad incrementare i costi orari. Invece che applicare il più banale e diffuso dei principi, far pagare la sosta per sostenere la mobilità sostenibile, abbiamo innescato un circuito perverso tutto basato sull'auto. Al punto che pur di promuovere il Novi Park si premia chi arriva in auto con ore di sosta gratuita. L'esatto contrario di ciò che andrebbe fatto.

Su questo tema il nuovo PSC non ha la sufficiente determinazione. Non ci resta che ribadire gli obiettivi strategici che vanno assolutamente perseguiti: riduzione delle auto in circolazione, aumento della velocità commerciale degli autobus, realizzazione di corsie preferenziali, integrazione della rete delle ciclabili, investimento sulla sicurezza, contrasto al furto di biciclette.

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Sitta VS. Arpa

L'Arpa ha un ruolo fondamentale nella tutela ambientale del nostro territorio. Le accuse violente e gratuite dell'Ass. Sitta sono un attacco, anche personale, ai tecnici, a tutta l'istituzione Arpa e al suo ruolo istituzionale. E' una aggressione diretta e senza precedenti. Ingiustificabile e inaccettabile. Crediamo che il Sindaco debba intervenire e ristabilire il rispetto delle regole garantendo il corretto rapporto tra le istituzioni.

Deve esserci una differenza sostanziale tra i pareri, personali e politici, e il rispetto delle leggi, oggettive e invalicabili. Si possono avere idee diverse, attendersi pareri più o meno severi da parte di Arpa, ma i pronunciamenti ufficiali vanno rispettati perché sui temi ambientali Arpa ha una chiara e precisa competenza e responsabilità.

Riteniamo utile e doveroso affermare il rispetto verso la struttura Arpa e i suoi componenti, per il ruolo che svolgono e le competenze che mettono a disposizione del territorio.

Inoltre è evidente che Sitta attacca Arpa pretestuosamente, la Conferenza dei Servizi si è chiusa con un parere espresso dalla Provincia, e le critiche ad Arpa sono un modo indiretto per contestare tutto il lavoro della commissione, a cui tra l'altro il Comune di Modena ha attivamente partecipato.

Ora viene spontaneo chiedersi quale è il ruolo dell'assessore, se opera al servizio di una propria idea o dell'amministrazione pubblica?

Appare evidente come l'assessore condivida gli interventi errati realizzati nella pista, benché non coerenti con quanto prescritto nell'autorizzazione di VIA. Non ci si stupisce allora se le difformità sono in buona parte presenti già nel progetto autorizzato dal Comune. Un fatto gravissimo che abbiamo denunciato già da aprile scorso.

Come è possibile che il Comune, che doveva garantire la corretta applicazione della VIA, esprima ancora oggi tramite l'Assessore Sitta pareri contrari? Tutto ciò ha creato un doppio danno, all'ambiente ma anche agli stessi gestori dell'impianto, che se avessero rispettato le prescrizioni originali avrebbero con tutta evidenza risparmiato risorse.
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Venerdì 5/10 Nuovo PSC, incontro con l'ass. Giacobazzi


Venerdì 5/10 alle ore 21 Sala Ulivi presso ex Mercato Ortofrutticolo in via Ciro Menotti 137 Modena Attiva incontra l'ass. Gabriele Giacobazzi. Al centro del confronto il nuovo PSC per Modena appena presentato. 

Da una prima lettura emergono elementi interessanti e criticità. Bene la previsione di una crescita più realistica della popolazione, l’attenzione alla riqualificazione e al recupero, la disponibilità al dialogo e al confronto, ma i punti critici sono evidenti e meritano di essere affrontati con chiarezza per dare un contributo reale al dibattito.

L‘idea di separare decisioni importanti dalla discussione del nuovo PSC non è sostenibile. Come se parlassimo di due città diverse, quella di oggi e quella di domani, e gli obiettivi strategici non dovessero incidere sulle scelte in corso, ma solo su quelle future. E’ un modo per non affrontare nodi politici che invece devono essere sciolti. Prendiamo due esempi: la struttura commerciale prevista in via Morandi e le zone F.

Via Morandi è un caso classico. Da una lato si afferma che è necessario sostenere il commercio distribuito e le piccole e medie superfici, per rendere vivibili i quartieri, e che bisogna investire sulla mobilità sostenibile, dall’altro si conferma una scelta che mette a rischio il commercio al dettaglio della zona Musicisti e che richiamerà traffico automobilistico, Con l’obiettivo di recuperare risorse dalla vendita del terreno per costruire nuove strade, invece che investire sulla mobilità sostenibile.

Con le zona F si vogliono attivare abitazioni pari al 50% delle previsioni del PSC, partendo dal presupposto che le zone un tempo previste a servizi devono diventare edificabili. Senza una logica di pianificazione e un’idea complessiva di città. Il caso di Via Aristotele è esemplare. Da tempo chiediamo che prima si aggiorni il piano di tutela delle acque e poi si valuti l’opportunità di costruire sui campi acquiferi che alimentano Modena e la bassa. Della potabilizzazione dell’acqua del Secchia non si è più saputo niente, dopo il suo annuncio in una conferenza stampa con Sindaco e assessori. Così come del tavolo nitrati della Provincia non perviene notizia. Qual è la priorità, costruire 410 alloggi o garantire l’acqua alle generazioni future? Perché in oltre un anno non si è fatto nulla?

Un altro esempio, se la mobilità è uno dei punti critici che possono migliorare o peggiorare la qualità e l’efficienza della nostra città, se tutti condividiamo che dobbiamo investire sul trasporto pubblico e smettere di spendere soldi pubblici per fare nuove strade e parcheggi, il centro sinistra, che governa Regione, Provincie e Comuni, deve trarne le logiche conseguenze. Ad esempio decidere che il prolungamento dell’Autobrennero dallo scalo merci a Sassuolo è inutile, che quei 300 milioni di euro devono essere spesi meglio, per una linea di trasporto pubblico veloce in sede propria a servizio del centro storico.

Tanti altri i temi su cui discutere: l’area vasta e i nuovi assetti istituzionale, la coerenza tra dichiarazioni di principio e decisioni, la riqualificazione urbana degli edifici e del tessuto sociale e gli strumenti per renderla possibile, le politiche per l’affitto, l’uso del suolo e l’idea di città compatta.

Senza dimenticare che in questi anni la città ha perso l'abitudine al dialogo, e promuovere la partecipazione dei cittadini deve essere un impegno prioritario dell’amministrazione. Discussioni come queste richiedono tempo, il tempo per argomentare, per confrontarsi, per valutare e decidere.

La serata di venerdì è una prima occasione di confronto e ampio spazio sarà riservato al dibattito con una sezione "question time". Per proporre le tue domande puoi compilare il modulo sul sito www.modenaattiva.it

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Legacoop e le congiunzioni avversative


Grammaticalmente le congiunzioni avversative mettono in contrapposizione tra loro parti del discorso.

Il comunicato sul nuovo PSC a firma di Agci, Confcooperative e Legacoop ne contiene ben sei, tra ma, tuttavia, però, e persino un ma anche di Veltroniana memoria.

Come dire condividiamo tutto, ma..

La legittima aspettativa di creare lavoro è positiva e da valorizzare, come anche il desiderio di dare risposta al bisogno della casa. Fino a ieri la politica dei PEEP ha gestito questo bisogno, ma sappiamo bene che oggi ben pochi possono accedere al mercato dellacquisto e servono nuove politiche, come lhousing sociale.

Se anche noi possiamo utilizzare una congiunzione avversativa dovremmo dire che peròemerge il problema originale su cui da 8 anni ci dibattiamo: rendere edificabili le zone F, malgrado gli evidenti problemi ambientali ed urbanistici che hanno.

Se la scorciatoia era stata pensata per abbreviare i tempi èevidente che ha fallito. Pensare di rendere edificabile aree per migliaia di alloggi senza nessuna valutazione di compatibilitàambientale e urbanistica è sbagliato nel metodo e ha bloccato la discussione facendo perdere più tempo di quello che avrebbe dovuto far recuperare.

E ora di far tesoro degli errori, riavviare il confronto e utilizzare gli strumenti di pianificazione previsti per legge, valutando le singole aree per i problemi che hanno e per le criticità che potrebbero generare sui servizi, sulla mobilità, sulle falde.

Altrimenti che senso avrebbe fare un nuovo PSC?


Modena Attiva
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Lettera aperta all’Assessore Giacobazzi


Caro Assessore Giacobazzi, in primo luogo gli auguri per l’incarico che ha assunto, ne ha bisogno lei, ne ha bisogno la città. Si è parlato molto in questi giorni di cambiamento, di discontinuità, di nuovo rapporto con il territorio, però di merito nessuno ha parlato e sul metodo utilizzato per superare questa fase politica ci sarebbe molto da dire.

L’elemento scatenante di una crisi che maturava da tempo è stata la presentazione 20 giorni fa del nostro Dossier Pista Marzaglia, un caso concreto che merita approfondimenti e richiede risposte puntuali.

Le abbiamo trasmesso il nostro "Dossier Pista Marzaglia" , che evidenzia decisioni assunte in evidente contrasto con le prescrizioni di VIA della Provincia e con il Piano Particolareggiato votato nel maggio del 2008 dal Consiglio Comunale di Modena. Un fatto che non ha precedenti, mai contestato nel merito in questi giorni convulsi, e che richiede di essere sanato ripristinando la legalità persa lungo la strada di un decisionismo apparente, sterile e contro le regole. Le ricordiamo che la pista è 400 metri più lunga (rispetto alla lunghezza di 1.600 metri ammessa dalla valutazione d’impatto ambientale svolta dalla Provincia e dal piano particolareggiato vigente) e con fognature sostanzialmente difformi da quelle appositamente prescritte a tutela delle acque sotterranee, da cui attinge il nostro acquedotto

La pista ora è li. Noi riteniamo nel posto sbagliato, ma oggi l’unica cosa possibile è chiedere il rispetto delle prescrizioni, emesse a tutela di un territorio fragile e delicato, da cui estraiamo l’acqua migliore della nostra città, che lo stesso Sindaco ha recentemente indicato come l’area privilegiata per le future espansioni del nostro acquedotto.

Nel Dossier potrà trovare il nostro punto di vista, le chiediamo di leggerlo, prendere atto delle violazioni che sono emerse, fare le verifiche che ritiene all’interno del suo assessorato e ripristinare una situazione di legalità, indispensabile per dare concretezza a quella richiesta di cambiamento che la città desidera e oggi la stessa maggioranza richiede.

Per quanto ci riguarda conosciamo un solo modo di fare politica: stare al merito, parlare chiaro, affrontando i problemi direttamente per costruire soluzioni condivise. Non chiediamo di chiudere la pista, ma semplicemente che le regole siano rispettate e uguali per tutti. Cosa succederebbe ad un privato che realizzasse una casa più grande del 25% di quella prevista?

Un confronto sui temi urbanistici, sul nuovo PSC, sulla città di domani non può che ripartire da qui, dalla certezza che a Modena le regole sono uguali per tutti e che le responsabilità, quelle oggettive e quelle politiche, non sfuggono alle verifiche.
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Marzaglia, si è allungata la pista!


Dopo le fogne un’altra variante significativa tra il progetto approvato in Conferenza dei Servizi e quello realizzato.

La conferenza dei servizi per la valutazione ambientale del progetto “Centro di guida sicura in strada Pomposiana” proposto dalla Vintage srl si è conclusa il 20 dicembre 2007 con un rapporto sull’impatto ambientale, scaricabile dal sito www.modenaattiva.it/resources/rapportoambientale20122007.pdf

Sono 75 pagine di valutazioni, prescrizione e vincoli definiti con il preciso intento di verificare la compatibilità della struttura con la sua collocazione in un’area ambientalmente fragile e delicata: basti pensare alla sua naturale funzione di ricarica delle falde e alla presenza dei pozzi per il nostro acquedotto con la qualità migliore oggi disponibili a Modena.

E’ un documento interessante da leggere. Il confronto tra quanto presentato in sede di VIA dalla Vintage srl, le prescrizioni indicate per l’approvazione e la realizzazione concreta è ricco di sorprese.

Ne anticipiamo una, con il presentimento che non sarà l’ultima.

A pagina 31, all’interno del punto “3. Quadro di riferimento progettuale”, viene riportata la descrizione del progetto, in particolare la descrizione della pista recita: “Il percorso avrà una lunghezza di 1600 metri per 12 metri di larghezza che passano a 15 nella zona dei box.”

Se si confronta questo dato con la lunghezza reale del circuito riportato sul sito www.autodromodimodena.it si scopre che la pista si è magicamente allungata. Il circuito risulta essere infatti di 2007 metri. Il 25% in più, cambiando una delle caratteristiche fondamentali del tracciato che lo  rendono diverso da quello approvato.

C’è chi mormora che quei 407 metri in più, in barba alla VIA, siano fondamentali per ottenere l’omologazione per le competizioni. In effetti già a giugno dello scorso anno, in occasione della presentazione alla stampa, si poteva leggere sui giornali “Un tracciato tecnico di 2,007 km di lunghezza omologabile per ogni competizione eccetto la Formula 1”.

Si capisce anche perché la dizione “Centro di guida sicura” sia durata giusto il tempo dell’approvazione per trasformarsi rapidamente in un più appropriato “Autodromo di Modena”.

Perché perdiamo tempo a fare lunghe e costose valutazioni ambientali se poi le prescrizioni sono disattese e i progetti vengono realizzati in modo ostentatamente difforme?

E l’assessorato all’urbanistica del Comune di Modena, che dovrà dare l’agibilità all’impianto e che deve verificarne le corrispondenze con il progetto autorizzato in sede di VIA, cosa pensa di tutto ciò?


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Ambientalisti criminali?

Caro assessore ha sbagliato nel fare affermazioni inopportune sull'acqua di Modena ma ciò che e' più grave e' la sua insistenza. 

Chi lo giudica un fatto caratteriale sbaglia, e' una sua chiara strategia politica. Mentre la maggioranza chiude un buon accordo sul piano abitativo sociale, recependo molte delle nostre richieste, lei tenta l'ennesimo strappo per rompere e avere le mani libere. 

Il piano di tutela delle acque, che  dimostra di non conoscere, e' prima di tutto uno strumento di studio per sapere come sono fatti gli acquiferi modenesi. 

Quando afferma che i futuri pozzi andranno fatti al di la della tangenziale dal punto di vista idraulico identifica lo stesso acquifero di Cognento, l'unico in grado di fornire 20 milioni di litri d'acqua all'anno. Non sostituibile in portata, qualità e costi con l'ipotetico impianto di depurazione del Secchia.   Dello stesso acquifero fanno parte i pozzi di via Panni. 

Il piano aveva suggerito di utilizzare i pozzi più a sud come pozzi barriera per estrarre le acque con concentrazioni troppo elevate di nitrati. E' stato fatto l'esatto contrario, i nitrati come previsto sono scesi a valle, e le sue proposte non fanno altro che perseverare nell'errore. 

Se si vuole tutelare la falda di Cognento ci sono tre strategie possibili. Evitare la discesa a valle delle acque troppo sature di nitrati, incentivare e favorire la ricarica delle falde da ovest, con acque infiltrate periodicamente dalle piene del Secchia, e non da ultimo, avere l'umiltà di rispettare una risorsa strategica e di interesse collettivo. 

Da ambientalista ritengo che su questo tema sarebbe ora di far tacere i politici e dare la parola ai tecnici. Per l'ennesima volta chiediamo la convocazione del tavolo nitrati e l'aggiornamento del piano di tutela delle acque, prima che sia troppi tardi. 

Purtroppo per lei la politica non e' fatta di insulti e aggressioni, non ci interessa investigare i suoi impegni, ma se non l'ha ancora capito questa città si aspetta ben altro da chi l'amministra. 
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Dibattito sull'urbanistica: Pagani, Silingardi, Sitta, introduce Mauro Sentimenti

“Modena: quali scelte urbanistiche per quale città” dibattito pubblico con Daniele Sitta, Paolo Silingardi ed Egidio Pagani, introduce Mauro Sentimenti.
Venerdì 2 Marzo ore 20:45 sala Giacomo Ulivi (ex Mercato Ortofrutticolo) via Ciro Menotti 137.
Mai come in questo periodo è stato vivace il dibattito sulle scelte urbanistiche che si stanno compiendo in città nell’attesa del prossimo Piano Strutturale Comunale che dovrà disegnare lo sviluppo di Modena nei prossimi vent’anni. Questa iniziativa pubblica mira a fare chiarezza sulle diverse visioni che si confrontano sul futuro della città.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione “Le ragioni del socialismo”
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Dibattito Sitta, Silingardi, Pagani, Venerdì 2 marzo


“Modena: quali scelte urbanistiche per quale città” dibattito pubblico con Daniele Sitta, Paolo Silingardi ed Egidio Pagani, introduce Mauro Sentimenti.
Venerdì 2 Marzo ore 20:45 sala Giacomo Ulivi (ex Mercato Ortofrutticolo) via Ciro Menotti 137.
Mai come in questo periodo è stato vivace il dibattito sulle scelte urbanistiche che si stanno compiendo in città nell’attesa del prossimo Piano Strutturale Comunale che dovrà disegnare lo sviluppo di Modena nei prossimi vent’anni. Questa iniziativa pubblica mira a fare chiarezza sulle diverse visioni che si confrontano sul futuro della città.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione “Le ragioni del socialismo”
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Pista Marzaglia, quanti problemi?

Oggi la pista è realizzata, alcuni problemi sono evidenti e pongono interrogativi che non si possono eludere.


Abbiamo avuto la possibilità di accedere agli atti, visionando sia il progetto approvato dalla Provincia in sede di VIA, con le relative prescrizioni, che i documenti relativi alle autorizzazioni urbanistiche, depositati presso il Comune di Modena. Oltre alle carte abbiamo fatto quello che un qualsiasi cittadino può fare, un giro a Marzaglia per confrontare ciò che è stato progettato, ciò che è stato autorizzato in sede di VIA e ciò che è stato fatto concretamente.


Per saperne di più scarica la nostra relazione 20120126PistaMarzaglia.doc
Per leggere la relazione di VIA della Provincia RapportoAmbientale.pdf



In particolare il problema maggiore riguarda le fogne, intervento delicatissimo vista la vicinanza dei pozzi dell'acquedotto e la zona di ricarica delle falde. 

La valutazione di impatto ambientale, approvando questo progetto, ha aggiunto una serie di prescrizioni, tra cui il punto 17) “Il sistema fognario dovrà essere realizzato utilizzando condotte a doppia camicia ispezionabili.” Sono dodici parole, chiare e precise, inequivocabili.

Il progetto realizzato invece ha utilizzato semplici tubi in cloruro di polivinile, (PVC), non saldati e tantomeno incamiciati. Se le fognature non sono conformi alle prescrizioni della VIA, è da chiedersi in qual modo possano tutelare la qualità delle acque sotterranee in un’area di ricarica delle falde, a pochi metri dai pozzi del nostro acquedotto.

Ricordando che l’assessore Sitta ha dichiarato, anche recentemente, che quelle sono “le fogne più belle del mondo” e che le tecnologie costruttive permettono di intervenire nelle zone di ricarica delle falde, ci sembra doveroso porgli alcune domande:

1)    Il Comune ha partecipato a pieno titolo alla Conferenza dei servizi: l’assessore era a conoscenza delle prescrizioni e dei vincoli posti a tutela delle falde che hanno concluso la valutazione da parte della Conferenza?
2)    Le caratteristiche delle fognature indicate dal progetto che ha ottenuto dal Comune il permesso di costruire sono coerenti con le prescrizioni imposte dalla VIA?
3)    Considerato che la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia è un compito obbligatorio dell’amministrazione comunale, l’assessore conferma che quanto eseguito corrisponda a quanto autorizzato dalla VIA?
4)   Nel caso di difformità, l’amministrazione comunale intende esigere che quanto eseguito sia conformato alle disposizioni della VIA, esercitando il proprio ruolo nella tutela ambientale e nella difesa di un bene pubblico essenziale qual è l’acqua?

Per saperne di più scarica la nostra relazione 20120126PistaMarzaglia.doc
Per leggere la relazione di VIA della Provincia RapportoAmbientale.pdf
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Lettera di Modena Attiva al Sindaco e alle forze del centro sinistra

Abbiamo ritenuto utile inviare una lettera di Modena Attiva al Sindaco, ai consiglieri del centro sinistra e ai segretari della maggioranza in cui precisare la nostra posizione sul comparto di via Aristotele e sui campi acquiferi.

Un modo per dare un contributo alla discussione dopo le dichiarazioni del progettista incaricato di sviluppare il Piano Particolareggiato e la lettura del parre ARPA sul comparto.

Puoi scaricare la lettera da questo indirizzo Lettera Modena Attiva
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Da quando anche ARPA e AUSL sono Radical-Chic?

"ARPA e AUSL fanno valutazioni incongrue e vanno oltre le loro competenze, c'è scarsa conoscenza della materia."

Le dichiarazioni a caldo sulla Gazzetta di Modena. L'assessore Sitta non vede problemi per il progetto e rilancia: «Deciderà la provincia se attivare la Vas e le valutazioni di Arpa e Ausi sono Incongrue e vanno oltre le loro competenze. Proseguiremo facendo le nostre contro deduzioni perché le regole valgono come per tutti gli altri piani. Quelli non sono pareri negativi, mentre c'è scarsa conoscenza della materia. Su quell'area esiste una recente indagine commissionata a Hera e Aimag dalla Regione che ribadisce quello che sosteniamo nel piano regolatore: non si tratta di aree pregiate perché il problema dei pozzi di via Aristotele è che ci sono molti nitrati. La relazione geologica consiglia invece di realizzare eventuali altri pozzi da altre parti, a ovest e sud della tangenziale guarda caso dove prescrive il nostro prg. Le norme Arpa dovrebbe conoscerle e qui consentono l'edificazione di appartamenti perché le falde sono super protette».
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Ma dove vai se la ValSAT non la fai?

Parere Ambientale ARPA Pianno Urbanistico Via Aristotele. Pag 4

"Considerato che non risulta avviata la procedura di Verifica di assoggettabilità a VAS del Piano, ai sensi dell’art.12 del D.Lgs. 4/2008, si precisa che questa dovrà essere necessariamente attivata, inviando gli elaborati all’Autorità competente onde evitare l’annullamento dei provvedimenti amministrativi di approvazione del Piano stesso…"

Lo abbiamo sempre sostenuto che per un'area delicata e strategica come quella dei campi acquiferi servisse una valutazione ambientale strategica complessiva.


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Le perplessità di ARPA sul comparto di via Aristotele


Parere Ambientale ARPA Piano Urbanistico Attuativo Via Aristotele. Pag. 4 

Di seguito un breve estratto dal parere ARPA, ancora non reso pubblico dal Comune di Modena

Lo scrivente distretto ARPA, per quanto di competenza, ritiene di sollevare perplessità circa lo sviluppo urbanistico in questione, considerata la consistenza dell’intervento (più di 400 alloggi) in un’area che ricade quasi completamente all’interno di perimetri di protezione delle captazioni acquedottistiche e di possibile espansione delle stesse, oltre che in un contesto acusticamente critico per le infrastrutture viarie che lo delimitano, in particolare sul lato sud.
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Lettera Aperta al Sindaco Pighi, di Esarmo Righini

Egregio Signor Sindaco,
Modena Attiva è nata con l’intenzione da parte di un folto gruppo di modenesi di evitare lo scempio che si proponeva di portare al parco Ferrari con la realizzazione di una piscina ed annesso centro commerciale. Quindi nessuna finalità a carattere politico e men che meno l’obiettivo di “abbattere la giunta Pighi”.
La questione si sarebbe perciò chiusa con la decisione di rimandare ad altri tempi il progetto sul Parco Ferrari. La reazione esagerata dei componenti la Sua giunta alle nostre argomentazioni - una reazione dai toni aggressivi, inurbani, fuori luogo e spesso fuori merito - ci ha lasciato, in un primo momento, sorpresi e perplessi.
Allorquando abbiamo affrontato altri argomenti ed altre problematiche cittadine abbiamo dovuto constatare che l’attacco personale, l’offesa, erano diventate un METODO. Anziché accettare un dibattito aperto, anche duro, ma comunque dialettico e democratico si preferiva, in assenza di risposte precise e di merito, dileggiare gli “avversari”(le “ville con piscina” dei VIP di Modena Attiva, le “residenze” dei VIP di Modena Attiva, etc.). Un metodo che ha richiamato alla memoria il miglior berlusconismo. Attacchi che, evidentemente, miravano a suscitare un “risentimento popolare” nei confronti degli appartenenti a Modena Attiva ed in particolare della base del P.D. modenese nei confronti degli iscritti al medesimo partito e facenti parte di MA.
Gli epiteti si sono sprecati: ribelli, traditori, attentatori al potere attribuito democraticamente al Sindaco e a quello da Lei affidato agli assessori che si è scelto.
Io credo che proprio il risultato delle ultime amministrative ( e di come ci si è giunti.. ), avrebbe dovuto suggerire un diverso approccio ai problemi della città e soprattutto un diverso rapporto dialettico con i cittadini. Niente di tutto ciò. In assenza di un ruolo attivo della politica ( leggi P.D.) si è lasciato andare le cose così, come venivano, salvo poi, di fronte alla protesta di molti cittadini, intervenire a braccio, senza una strategia precisa, creando ulteriore confusione.
Non sono più iscritto al P.D. ma ne resto un elettore e sono seriamente preoccupato di quel che sta accadendo. L’ultima Sua intervista rilasciata a L’Informazione è preoccupante. Anziché ragionare, confrontarsi, ascoltare, Lei ha scelto la strada del “ O con noi o contro di noi “ mettendo lo stesso P.D. nella condizione, comunque si schieri, di trovarsi “contro” una parte di opinione pubblica.
Non sono più i tempi del P.C.I o del P.D.S o addirittura dei D.S. Non bastano più le parole d’ordine e soprattutto, la politica non gode più di quella credibilità che un’altra generazione di dirigenti politici e di amministratori, pur con il loro inevitabili errori, avevano saputo conquistarsi. Oggi sono necessari fatti concreti. Le urla, gli improperi, le offese, le verità camuffate servono solo a convincere l’opinione pubblica che, forse, si è andati a toccare dei nervi scoperti . Una opinione pubblica questa ,che in questi ultimi tempi, messa seriamente alla prova, non mancherebbe di cogliere l’aspetto più sterile e anacronistico di un decisionismo di tal fatta. il serio rischio, Signor Sindaco è quello che lasciandosi sfuggire l’occasione per interpretare i nuovi rapporti che animano parti sempre più ampie di cittadini nei confronti della politica e del potere, Lei potrebbe trovarsi a lavorare “CONTRO” e non “ A FAVORE “ non solo della forza politica di cui Lei fa parte ma anche, e questo sarebbe ben più grave, degli interessi stessi della Città.
Distinti saluti.
ESARMO RIGHINI Componente fondatore di Modena Attiva.
Modena 4 gennaio 2012.
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Comunicato: il 28/12 depositati il Piano Particolareggiato di Via Aristotele

Il 28 dicembre è stato depositato il Piano Particolareggiato di Via Aristotele, senza comunicarlo alla città.

La cosa è particolarmente grave perché il deposito avviene al termine di un’istruttoria con il Comune e quindi in modo condiviso quanto meno con l’assessorato all’Urbanistica. Quindi dal 28 dicembre sta decorrendo il termine di 60 giorni per depositare osservazioni da parte dei cittadini interessati, entro e non oltre il 28 febbraio.

Il Comune spedisce decine di comunicati al giorno, ma non avvisa dell’avvio di questa procedura pubblica, fatta durante le feste natalizie, di modo che al rientro, dei 60 giorni disponibili, il 20% saranno già trascorsi.

Chi ha seguito tra il 28 e il 31 dicembre gli interventi sul Piano Casa con aperture al dialogo e al confronto, si porrà quanto meno una domanda: ma chi parla sapeva?

Se si, allora appare evidente che la discussione è stata solo un proforma e che le aperture al dialogo e al confronto si riducono ad un treatrino della politica, di cui non sentiamo il bisogno. Se no, qualcuno spinge volutamente per rompere stringendo i tempi perché ha paura del confronto e mettendo tutti, tra cui anche il Consiglio Comunale di fronte al fatto compiuto.

Perché tanta fretta? Perché proprio sull’area F più delicata si vuole chiudere la discussione prima ancora di aprirla? Perché non si accetta la proposta di sospendere l’iter del piano particolareggiato per fare gli approfondimenti ambientali necessari per poi poter procedere con maggiore tranquillità?

Noi non siamo contrari a priori, riteniamo però che prima vada rivisto il piano di tutela sulle acque, priorità assoluta, verificando le aree di riserva necessarie per i futuri pozzi. Solo dopo, in modo coerente, sviluppato il piano particolareggiato, accettando le eventuali limitazioni e vincoli ambientali. Senza trascurare la procedura di VIA in corso. Per questo rinnoviamo la richiesta al Sindaco di sospendere l’iter, procedendo su altre aree, in attesa di un quadro complessivo più chiaro.

La fretta quando s’interviene su un’area da cui si estrae l’acqua per 360.000 persone è cattiva consigliera.

Da parte nostra ci impegniamo ad organizzare le opportune iniziative pubbliche per esaminare il Piano Particolareggiato e predisporre le osservazioni che riterremmo indispensabili per tutelare le falde modenesi, ricordando a tutti che fino all’approvazione da parte del Consiglio Comunale si tratta solo di carta, e confidando nel ruolo e nell’autonomia dei consiglieri eletti dai cittadini.
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Case, recuperarle e limitare il nuovo

Obbligo di indicare la calsse energetica negli anucci immobiliari. Era ora, ma è solo un primo passo. Il 63% delle case di Modena sono state costruire tra il dopoguerra e gli anni '80, con una capacità di efficienza energetica molto bassa. Prima di sostenere la costruzione di nuovi alloggi è fondamentale rendere efficaci quelli esistenti, stimolando il mercato, facendo crescere la consapevolezza di chi acquista, formando progettisti, tecnici, aziende e maestranze e creando le condizioni per rendere sostenibili gli interventi di recupero. L'alternativa è il degrado delle zone non riqualificate con le relative conseguenze.
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Gazebo Piazza Grande


Se qualcuno sperava che la vicenda della baracchina a fianco del Principe avesse insegnato qualcosa all’Assessore Sitta sarà costretto a ricredersi. La recente polemica sul dehors in Piazza Grande ha inquietanti similitudine, e si presenta come una vera e propria coazione a ripetere.

Ciò che preoccupa non è tanto il fatto che la struttura sia stata posizionata prima di ottenere il permesso, o che questo sia stato concesso senza che ce ne fossero le condizioni e, ancora peggio, senza oneri, o che analoghe richieste di altri esercenti siano state bocciate. 

Ci si è ormai rassegnati anche al fatto che l’Assessore si vanti di decidere secondo le proprie personali convinzioni e non secondo le regole. Fatto di per sé grave, ma ormai noto, tanto che ognuno di noi potrà, prima di avviare una qualsiasi richiesta al Comune, anziché perdere tempo per verificare la legittimità delle proprie pretese, controllare direttamente se siano condivise dall’Assessore per avere la tranquillità di poter procedere.

La cosa che consideriamo veramente grave, e che vieppiù inquieta, è il cattivo gusto dell’Assessore che, viste le premesse, rischia di lasciare un segno indelebile sulla nostra città.
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Scelte politiche e valutazioni di merito?


E’ possibile che le scelte politiche siano indipendenti dalle valutazioni di merito? Noi crediamo di no. L’area del principale campo acquifero Modenese andrebbe gestita con una visione unitaria e il coinvolgimento di tutti gli enti competenti. Tra Cannizzaro e Aristotele ci sono i pozzi che forniscono acqua potabile a 360.000 persone, un aspetto che dovrebbe indurre a forte cautela.

Sull’area è in corso un procedura di VIA, unificata tra Aristotele e Cannizzaro su richiesta della Regione Emilia Romagna, che prevede studi specifici e un percorso pubblico, con osservazioni e controdeduzioni. Che senso ha procedere con varianti urbanistiche mentre la VIA è in corso?

Dopo la proposta di usare l’acqua del Secchia molti, tra cui lo stesso Comune di Modena, hanno chiesto il completamento del Piano Nitrati e l’aggiornamento del Piano di tutela delle acque, a cui adeguare gli indirizzi della pianificazione.

E’ inoltre evidente l’opportunità di definire le aree di riserva da mantenere disponibili per eventuali nuovi pozzi, ad integrazione o sostituzione degli attuali, che per loro natura non sono eterni.

In questo quadro, la priorità è la salvaguardia delle acque potabili, mentre l’edificazione sarà possibile nella misura in cui non confligga con la tutela dei pozzi. Invece del confronto con gli enti coinvolti e con i cittadini si preferisce accelerare le procedure con motivazioni molto deboli, per cui sulle aree pubbliche sarebbe possibile attivare percorsi partecipati (via Cannizzaro) mentre su quelle private no (via Aristotele). Come se gli impatti sulle falde cambiassero a seconda dei proprietari dei terreni.

Limitare la politica urbanistica alla trasformazione delle aree F in edificabili è stato un errore strategico che anziché ridurre i tempi li sta allungando. Anche perché il percorso decisionale non ha previsto studi d’impatto ambientale con valutazione delle possibili alternative, e non si possono giustificare tutti gli interventi sulla base dell’esigenza di costruire nuovi alloggi di edilizia sociale.

Non serve banalizzare il problema sostenendo che si è sempre edificato sulle aree dei pozzi (prima però che il PRG lo vietasse) e che costruendo si protegge la falda. I problemi che stanno emergendo nell’autodromo di Marzaglia indurrebbero ad atteggiamenti molto più prudenti.

Insieme al dott. Adriano Zavatti, abbiamo illustrato motivazioni tecniche e di merito e proposto una scelta chiara: sospendere i processi di pianificazione in corso dando priorità alle procedure di Via e ai Piani di tutela delle acque. Non siamo per un no a priori, ma chiediamo semplicemente di verificare le problematiche ambientali prima di redigere i piani particolareggiati di edificazione per le aree F con evidenti criticità. Una richiesta di buon senso e facilmente accoglibile.
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10 Domande all'Amministrazione dal Villaggio Giardino

Il Comitato Villaggio Giardino alla luce dei tre comunicati (non ne bastava uno per dire la stessa cosa, nello stesso modo confuso e generico?) e dell’improvvisa conferenza stampa convocata d’urgenza dal Comune di Modena, subito dopo aver appreso la notizia dell’assemblea di domani 9 novembre sulla tutela delle acque modenesi, organizzato da Modena Attiva e dallo scrivente Comitato intende sottoporre all’Amministrazione comunale i seguenti dieci quesiti:

1. Se come si legge nel comunicato ‘allo stato attuale non sussistono situazioni di criticità di qualità e di quantità del sistema idropotabile modenese’ perché l’Amministrazione ha deciso improvvisamente di convocare una conferenza stampa annunciando la potabilizzazione del Secchia di cui – come testimonia la lettera all’Ato non esiste alcuno studio tecnico?
2. L’Amministrazione può spiegare con chiarezza e trasparenza se questo famigerato tavolo tecnico con ‘stimate professionalità nei settori delle pubbliche amministrazioni, del mondo universitario, dei gestori’ esiste veramente e ha prodotto questo cosiddetto ‘Masterplan’ (parola inesistente nei vocabolari d’inglese) oppure come lo stesso Assessore Arletti sostiene nel suo stesso comunicato la formazione di questo tavolo tecnico è un invito che il Comune fa all’Ato?
3. L’assessore responsabile dell’ambiente è a conoscenza del fatto che la competenza in materia di acque è della Provincia, di Ato e della Regione?
4. Se il nostro piano delle acque del 1981 – uno dei primi in Europa, apprezzato a livello internazionale - come scrive l’Assessore ‘è ancora attuale e non ha perso di validità’ perché si vuole cambiarlo? A che pro e in ragione di quali trasformazioni?
5. Nei diversi comunicati e nella conferenza stampa il Sindaco e l’Assessore Arletti hanno assicurato che i pozzi esistenti di via Cannizzaro e via Aristotele sono essenziali per il nostro approvvigionamento idrico: perchè invece l’Assessore Sitta ha pubblicamente detto che verranno chiusi?
6. Qual è stata l’ultima seduta del Tavolo dei nitrati? Da chi è composto questo organismo? Quali sono gli studi prodotti?
7. Perché Hera e il Comune hanno deciso di tagliare il progetto di trattamento dei nitrati nell’acquedotto di via Cannizzaro?
8. Perché l’Amministrazione continua ad affermare che l’area verde dei pozzi acquiferi di via Cannizzaro è ‘edificabile da sempre’ mentre ciò non risponde al vero, secondo quanto previsto nel PRG ancora vigente del 1989, ogni giorno stravolto dalle numerose devastanti varianti?
9. Se non esiste ancora un piano di potabilizzazione del Secchia come può l’Amministrazione sostenere che questa ipotesi sarà a costi sostenibili per la comunità, senza aumentare le bollette di Hera?
10. L'assessore Arletti è sicura d'interpretare lo spirito referendario presentando alla città un piano pensato da Hera SPA – così ha dichiarato alla stampa l’Assessore Sitta - società di capitale quotata in borsa il cui obiettivo naturale è fare profitti?
11. Infine l'Amministrazione comunale è in grado di mostrarci quali aree sarebbero disponibili dopo la cementificazione di oltre 650 alloggi previsti su via Cannizzaro e via Aristotele in quella zona, la più ricca d'acqua di tutto il territorio modenese?

Ci auguriamo che il Comune possa rispondere tempestivamente e con precisione alle questioni poste dal Comitato nell’interesse di tutti i cittadini modenesi.

Grazie mille

Il Comitato Villaggio Giardino
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Acqua e politica. Tutela delle falde ieri, oggi e domani. 9/11 sala Marie Curie

Mercoledì 9.11.2011 ore 21
Sala Marie Curie Circoscrizione 4, 
Villaggio Giardino Via Marie Curie, 22

Serata di confronto e discussione

• Adriano Zavatti
Le risorse idriche modenesi e le politiche di pianificazione
• Paolo Silingardi
Manifesto per la tutela dei campi acquiferi

Ampio spazio al dibattito e alla partecipazione

Un’occasione per discutere delle relazioni tra pianificazione, urbanistica e ambiente, con un'attenzione particolare all'acqua, bene comune primario da tutelare, conservare e garantire, in qualità e quantità, oggi e domani.

Perché prima di fare è utile pensare, discutere, confrontarsi, parlare.
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Quando serve bisogna saper dire no.


Non servirà, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma noi diciamo da tempo si ai PEEP, si all’affitto, no all’approvazione indiscriminata di tutte le aree F. Non ci pare una posizione difficile da comprendere. Vogliamo discutere nel merito delle singole zone e poter esprimere giudizi puntuali e motivati, perché quando un’area diventa edificabile non è più possibile tornare indietro. Molti di noi hanno dimostrato concretamente la loro capacità di dire si. Oggi però, come ha ricordato Germano Bulgarelli, bisogna sul tema urbanistica essere molti vigili e saper dire, quando serve, no.

Costruire in via Cannizzaro e via Aristotele, sui pozzi di Modena e Carpi, che alimentano ben 360.000 persone, ipotizzandone la chiusura e senza avere studiato alternative concrete è una scelta sbagliata, che contrasta con 30 anni di pianificazione e tutela ambientale. E’ evidente il gioco retorico per cui si riduce una critica puntuale ad un no a prescindere, sfuggendo al confronto di merito.

Una domanda sorge spontanea, perché si vuole procedere con tutte le aree F mentre basterebbe, preso atto delle problematicità di alcune, stralciarle per valutare le alternative e gli impatti all’interno di una variante del PSC?

Da tempo affermiamo che la fase dell’espansione urbana è da considerarsi finita insieme alla domanda di case in proprietà. I bisogni dei giovani oggi sono cambiati, abbiamo una generazione di precari e di occupati saltuari, che non può accedere al mercato dei mutui. Il problema per loro non è la casa in proprietà ma l’affitto, condizione indispensabile per costruirsi una famiglia o per uscire da quella dei genitori.  I giovani possono investire a Modena per il proprio futuro, solo se il mercato dell’affitto sarà in grado di dare risposte adeguate ed economicamente sostenibili.

Per questo chiediamo che ai PEEP sia affiancata una seria politica di sostegno dell’affitto, con forme nuove di housing sociale che devono coinvolgere risorse pubbliche, disponibilità di terreni, maggior competizione tra le imprese e una rinnovata attenzione ai costi di costruzione, da contenere il più possibile.

E’ un peccato che la mancata disponibilità al confronto non permetta di valorizzare il buono che questa città ha fatto. Il nuovo scalo merci, il recupero della fascia ferroviaria, lo spostamento della linea storica sono il frutto di scelte politiche fatte oltre dieci anni fa, a cui molti di noi hanno partecipato attivamente. Faremo di tutto perché anche le scelte di oggi ne siano all’altezza.
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Rintanati in un salotto?

Così ci descrive, con la solita classe, l'assessore Sitta. Rintanati in un salotto. Questo perché secondo lui l'altra sera alla Palazzina Pucci non eravamo presenti. L'assessore può stare tranquillo, siamo in tanti, e anche se lui non lo sa, negli incontri qualcuno di noi c'è sempre.

Invece dei soliti insulti l'assessore ci potrebbe spiegare perché vuole costruire sui pozzi di Modena, dove pensa di prelevare l'acqua da bere per i modenesi e sulla base di quali studi e ricerche può motivare le sue proposte?

In un confronto reale su questi argomenti saremmo ancora di più.
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Aree F, che fare? Prioritario tutelare i nostri pozzi.


E’ evidente la distanza tra le politiche urbanistiche dell’amministrazione e una parte sempre più grande della città. Se la gradualità negli interventi sulle aree F, indicata dal PD del luglio scorso, si deve valutare dal tour de force in corso nelle circoscrizioni, qualcosa non va.  E’ ora di prendere atto che manca la disponibilità al dialogo e che non si vuole avviare quella seria revisione sulla politica urbanistica richiesta da più parti, ma inascoltata in Piazza Grande.

Quindi che fare? Sulle scelte in corso urgono azioni per la limitazione del danno. Costruire sulla falde acquifere di via Cannizzaro e via Aristotele sarebbe un grave errore. Oltre 20 anni di studi hanno sempre identificato quell’area come la migliore per estrarre la nostra acqua da bere, ora improvvisamente si parla di chiusura e trasferimento dei pozzi. Nelle prossime settimane Modena Attiva avvierà iniziative per la tutela dei nostri pozzi e delle 360.000 persone che ne utilizzano quotidianamente l’acqua.

Nel 2005 anziché aggiornare il PSC si decise di prendere l’apparente scorciatoia della trasformazione delle aree a servizi generali in edificabili. Senza valutazioni puntuali sugli impatti, sulla viabilità, sui servizi, sull’ambiente. Senza una visione d’insieme per un’operazione da oltre 6.000 alloggi. Inserendo aree critiche come Ponte Alto, non tanto per i prevedibili problemi d’inquinamento, ma per l’improbabile collocazione di residenza in un’area a ben altra vocazione.

Oggi, dopo ben 6 anni, in un quadro economico e sociale ben diverso, emergono tutti i limiti di una scelta che andrebbe serenamente rivista.

Non basta, per giustificare le scelte fatte allora, richiamarsi oggi all’housing sociale senza chiarire come e con quali risorse. Se una scelta di pianificazione è sbagliata tale rimane anche per i PEEP. Non serve giocare con i numeri, il diritto di edificabilità che viene riconosciuto ai privati sarà esercitato appena possibile, con tutto il relativo carico d’impatti. Come non serve appellarsi, in modo un po’ patetico e strumentale, ai giovani e ai loro bisogni.

Perché non impegnarsi per realizzare una variante omogenea agli strumenti urbanistici comunali e avviare l’elaborazione di un nuovo PSC, invece di insistere sulla strada collaudata del braccio di ferro, che ha già prodotto l’anomalia politica di una giunta senza SEL e IDV?

Nel centrosinistra è diffusa in modo ampio la richiesta di cambiamento. Definirla come l’egoismo isolato di pochi è sbagliato, pretestuoso e poco intelligente. La politica è altra cosa. In questa situazione l’unica strada percorribile è lavorare con la base elettorale del centrosinistra. Non si tratta di lanciarsi in uno sterile toto-nomine, ne di ipotizzare una lista civica, ma di contribuire alla definizione di una piattaforma programmatica chiara, precisa, credibile, dove le parole coincidano coi fatti e dove gli elettori del centrosinistra trovino un’alternativa concreta alle attuali, superate, politiche. Sapendo che il rinnovamento passerà dalle primarie e da nuovi nomi, perché non esistono politici per tutte le stagioni.

Se poi l’assessore Sitta vuole capire cosa pensa una parte della città venga domenica al TeTe a vedere l’inchiesta sull’urbanistica realizzata da giovani per i giovani. Troverà tanti precari a cui potrà spiegare come accendere ai mutui sulla prima casa.
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Domenica sera al TeTe, anteprima di "Modena al cubo" video inchiesta di Gabriele Veronesi.

La proiezione del documentario è prevista per Domenica 9 Ottobre alle ore 21.30, presso il Teatro Tempio di viale Caduti in Guerra 192 a Modena. Seguirà un dibattito moderato da giornalista Stefano Aurighi, in cui verrà dato spazio agli interventi del pubblico.

L’invito è esteso a tutta la cittadinanza, l’ingresso è gratuito.

Per chi volesse segnalare la propria adesione può farlo tramite l’evento su Facebook o contattando Gabriele Veronesi tramite la mail che trovate al sito del progetto www.modena3.it.

Un documentario interessante sulla nostra città, sulle più recenti vicende urbanistiche, importante da vedere perché è indispensabile conoscere per partecipare.
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Io non ci sto. Di Germano Bulgarelli



Una denuncia senza precedenti, che invita a riflettere e a prendere posizione sulle vicende urbanistiche modenesi. Per saperne di più scarica il testo integrale della sua lettera aperta alla città: Lettera aperta alla città
Per vedere la stampa: Rassegna stampa

Germano Bulgarelli (1933), laureato in Giurisprudenza, ha una lunga esperienza nel governo del territorio. 
Assessore all’urbanistica del Comune di Modena dal 1964 al 1970, diresse la formazione del piano regolatore del 1965, pietra miliare dell’elaborazione culturale urbanistica in ambito nazionale.
Dal 1972 al 1980 guidò come Sindaco la fase di più intenso sviluppo economico, sociale e urbanistico nella storia di Modena, inaugurando politiche assolutamente innovative nell’istruzione, nei servizi, nell’ambiente, nell’offerta senza precedenti di aree comunali per lo sviluppo abitativo e produttivo: politiche tutte condivise e sostenute dall’unanime intesa di tutti i dieci comuni circostanti (il Comprensorio).
Ha concluso la sua esperienza di amministratore pubblico come Assessore al Bilancio e Programmazione della Regione Emilia-Romagna, carica che ha ricoperto dal 1980 al 1987.
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Basta costruire senza tener conto dell'esistente

Basta costruire alloggi senza tenere conto del patrimonio esistente, non proseguiamo in questa follia di non crescita, anzi che sviluppa degrado con quartieri semideserti e distrugge l'unica fonte di sostentamento: il suolo e l'ambiente. Quando ho comprato casa, ho SCELTO dove vivere in base alle mie esigenze famigliari e lavorative, con uno strumento sociale: mutuo regionale. Così ho SCELTO di ristrutturare una abitazione esistente e di vivere in un quartiere a contatto con altri famigliari ed amici, integrandomi e riconoscendomi nella mia comunità. Invece di proseguire su questa strada virtuosa, che può essere ripresa con nuove scelte di politica abitativa mirate all'accesso agli alloggi sfitti privati e non, sono iniziate le speculazioni/finte/sociali... e stranamente (??) più costruivano e più il i costi del mercato immobiliare crescevano.. queste new towns, hanno costretto la gente a NON SCEGLIERE...a disgregare il tessuto sociale e poi si dice democratici?? Hanno fatto sì che intere zone si spopolassero impedendo il un ricambio fisiologico con l'inevitabile degrado che pesa sulla collettività. Con il pellegrinaggio da una parte all'altra della città per tenere i contatti con i famigliari, generazioni che crescono in auto e non si riconoscono in nessun quartiere poiché non lo hanno vissuto. Questi politici non vogliono aver colpe? Scherziamo? Ma chi amministrava e amministra.. le colpe sono evidenti! Manca la decenza e l'onestà intellettuale di ammettere. Sono molto delusa e preoccupata per i miei figli e per le future generazioni e mi scandalizza la caparbietà di proseguire su questi negative scelte. Per non parlare del delirio dei numeri sulla crescita: tanti abitanti in più... ma sanno cosa vuol dire sfamare (ci metto dentro il lavoro e anche le risorse alimentari) tanta gente? E l'inquinamento che crescerebbe? Siamo fra le 30 città più inquinate ed acceleriamo proseguire con l'antropizzazione? E' delirante. Basterebbe fare per un po’ il contadino: allora si percepirebbe che nulla è regalato e dal momento che hai distrutto il raccolto o non hai più terra... è la fame. Non si può pensare la città che cresce, ma iniziare a pensare che la TERRA DIMINUISCE e con lei la nostra vita futura.
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Un campo di calcio che si chiama Franco Cesana.

SPETTACOLO TEATRALE " UN CAMPO DI CALCIO CHE SI CHIAMA FRANCO CESANA",  regia di Ivan Andreoli e Milena Nicolini, che si terrà presso la Polisportiva Sacca MODENA mercoledì 18 maggio ore 21, ingresso gratuito. Lo spettacolo, messo in scena da giovani studenti, oltre ad accennare al problema del campo di calcio Franco Cesana, ricostruisce la vicenda di Franco Cesana, il più giovane partigiano d'Italia, ucciso a 13 anni sulle colline Modenesi, nel settembre del 1944. 

Il Comitato Sacca è nato nei primi mesi del 2010  per iniziativa di alcuni comuni cittadini, quando si è saputo che L'Amministrazione comunale aveva deciso di variare la destinazione dello spazio verde, ora adibito a campo di calcio col nome di 'Franco Cesana', da pubblico a privato, per poterlo vendere a privati con il fine di costruirvi edifici abitativi. Per quanto i vari progetti presentati dall'Amministrazione siano stati più volte variati nel senso di adeguare il più possibile le nuove alle vecchie abitazioni del Villaggio Ina Casa, di fatto quello spazio verde verrebbe quasi del tutto annullato, arrecando un grande danno al Villaggio Ina Casa, che usufruisce solo di piccolissimi parchetti, anche scarsamente attrezzati. Il Comitato Sacca, composto di comuni cittadini, ha sempre scelto la via del dialogo e del confronto con le Istituzioni, ma rimanendo fermo su alcuni punti di base: 
Quello spazio aperto, verde, nacque nel 1961 insieme al progetto urbanistico del Villaggio Ina Casa: ne doveva essere il cuore, il punto di incontro: Essendo il quartiere operaio privo di luoghi di ritrovo per i ragazzi, si decise di destinarlo a campo di football, per dare l'opportunità di fare sport anche ai giovani figli di operai. Così è rimasto da allora. E così deve rimanere: uno spazio pubblico, a disposizione della gente del Villaggio, se non più come campo di calcio, allora come spazio verde attrezzato per i tanti anziani che qui abitano, per i tanti ragazzini e giovani privi di punti di ritrovo specifici, per iniziative della collettività tese a rinforzare o creare  rapporti  tra persone anche di differenti  provenienze  geografiche.Continuare a cementificare, pensando magari che sia da traino per la ripresa economica, è un errore prospettico, non solo di tipo economico, come sottolineano molti esperti, ma soprattutto per la salvaguardia dell'ambiente. E' stato detto in vari articoli sui giornali che l'intento dell'Amministrazione, più che di realizzare significativi introiti economici (infatti, il ricavato di vendita sarebbe del tutto irrisorio rispetto ai bisogni - pur sacrosanti - dell'Amministrazione), è quello di progettare con la costruzione di tre palazzine la riqualificazione del Villaggio,  che starebbe vivendo un grave degrado a causa di abitazioni lasciate senza lavori di restauro e di una  popolazione molto invecchiata. E di una forte presenza di stranieri, aggiungiamo noi, se non si progettano iniziative per creare occasioni di incontro, conoscenza reciproca e scambio. Come un bello spazio verde pubblico al centro del Villaggio. In che modo invece la costruzione di tre palazzine, che porterebbe più famiglie, più auto, più bisogni, più intasamento  su quel medesimo spazio senza verde sufficiente, senza attrezzature e ritrovi per i giovani, con una viabilità antiquata, favorirebbe la ristrutturazione delle case, il rinnovo della popolazione, l'integrazione fra diverse etnie?  
Il Comitato Sacca non vuole promuovere nè guerre nè polemiche, ma ritiene che sia giusto, soprattutto oggi, di fronte al grande degrado dello scontro politico, che i cittadini, la gente comune, riprendano ad occuparsi della loro vita, del loro spazio e tempo di vita, discutendo, proponendo e, sì, anche dicendo 'no' qualche volta ai propri Amministratori, magari pur avendoli votati. Pare al Comitato un segno  non di esibizione egoistica, ma di di riconquistata civiltà.    

Milena Nicolini
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Silingardi vs Sitta: faccia a faccia alla Gazzetta

Venerdì 13/05 alle ore 12 presso la Gazzetta di Modena, organizzato dal direttore Antonio Ramenghi, faccia a faccia Silingardi vs Sitta sui temi dell’urbanistica e della città di domani.
L’incontro sarà l’occasione per un confronto di merito sulla vision della città, sull’uso del suolo, sulle politiche abitative e sulla sostenibilità. Siamo convinti che parlarsi sia l’unico sistema per contribuire al bene della nostra città, che debba essere fatto nel rispetto delle persone e con onestà intellettuale.
I temi sul tappeto son tanti: PSC a saldo zero, riqualificazione urbana, mobilità sostenibile, lavoro, sviluppo e sostenibilità.
Hai domande da segnalare, hai qualcosa di particolare da chiedere, hai un argomento da suggerire? Scrivi a 
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