Sitta VS. Arpa

L'Arpa ha un ruolo fondamentale nella tutela ambientale del nostro territorio. Le accuse violente e gratuite dell'Ass. Sitta sono un attacco, anche personale, ai tecnici, a tutta l'istituzione Arpa e al suo ruolo istituzionale. E' una aggressione diretta e senza precedenti. Ingiustificabile e inaccettabile. Crediamo che il Sindaco debba intervenire e ristabilire il rispetto delle regole garantendo il corretto rapporto tra le istituzioni.

Deve esserci una differenza sostanziale tra i pareri, personali e politici, e il rispetto delle leggi, oggettive e invalicabili. Si possono avere idee diverse, attendersi pareri più o meno severi da parte di Arpa, ma i pronunciamenti ufficiali vanno rispettati perché sui temi ambientali Arpa ha una chiara e precisa competenza e responsabilità.

Riteniamo utile e doveroso affermare il rispetto verso la struttura Arpa e i suoi componenti, per il ruolo che svolgono e le competenze che mettono a disposizione del territorio.

Inoltre è evidente che Sitta attacca Arpa pretestuosamente, la Conferenza dei Servizi si è chiusa con un parere espresso dalla Provincia, e le critiche ad Arpa sono un modo indiretto per contestare tutto il lavoro della commissione, a cui tra l'altro il Comune di Modena ha attivamente partecipato.

Ora viene spontaneo chiedersi quale è il ruolo dell'assessore, se opera al servizio di una propria idea o dell'amministrazione pubblica?

Appare evidente come l'assessore condivida gli interventi errati realizzati nella pista, benché non coerenti con quanto prescritto nell'autorizzazione di VIA. Non ci si stupisce allora se le difformità sono in buona parte presenti già nel progetto autorizzato dal Comune. Un fatto gravissimo che abbiamo denunciato già da aprile scorso.

Come è possibile che il Comune, che doveva garantire la corretta applicazione della VIA, esprima ancora oggi tramite l'Assessore Sitta pareri contrari? Tutto ciò ha creato un doppio danno, all'ambiente ma anche agli stessi gestori dell'impianto, che se avessero rispettato le prescrizioni originali avrebbero con tutta evidenza risparmiato risorse.
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Pista Marzaglia, un problema politico


Il 5 aprile scorso presentammo il nostro dossier sulla Pista di Marzaglia, che produsse le dimissioni lampo dell’ass. Sitta e la riapertura della conferenza dei servizi provinciale per verificare le nostre affermazioni.

Oggi, dopo che la Provincia ha accertato innumerevoli violazioni ed emanando una lunga serie di prescrizioni per garantire la tutela ambientale, messa a rischio dagli interventi realizzati, l’Ass. Sitta, anziché scusarsi, attacca noi e l’ARPA accusandoci di mentire ed essere fanatici, ideologici e fondamentalisti.

Premesso che qualcuno dovrebbe avvisare l’assessore che il muro di Berlino è caduto da tempo, nessun di noi ha mai chiesto la chiusura dell’autodromo, in Italia non chiude l’Ilva di Taranto figuriamoci l’autodromo di Modena.

Come sempre l’assessore attacca e strepita per non affrontare gli elementi politici gravi che contraddistinguono questa vicenda. Il primo, sancito dalla Provincia, è che ci sono tante e tali difformità dal progetto autorizzato dalla VIA che diventa difficile elencarle. Il fatto grave è che queste difformità erano ben note al Comune di Modena, in quando molte di queste presenti nel progetto licenziato dal settore Urbanistica. L’Assessore non ha mai spiegato come mai.

Infine, visto che l’assessore ci accusa di mentire, dobbiamo ricordargli che nella presentazione in Consiglio Comunale risulta a verbale la sua affermazione che la pista era ridotta a 1600 metri proprio per tutelare l’ambiente, facendo dell’impianto un centro giuda sicura. Oggi afferma che fosse stato per lui, in spregio al Consiglio Comunale, la pista l’avrebbe fatta anche più lunga.

Da tempo i cittadini stanno chiedono alla politica trasparenza, coerenza e rispetto delle regole. Su questa vicenda ognuno può trarre le proprie conclusioni per vedere chi ha mentito e quando. Per noi ci sono precise responsabilità politiche, l’assessore continuerà a negarle, ma anche se resterà in carica fino a fine legislatura la sua è un’era segnata.

Rimane il fatto che si è intervenuti in spregio alle prescrizioni su un’area delicata e da cui estraiamo la migliore acqua per i nostri acquedotti. E’ veramente difficile capire da dove venga questo accanimento contro i campi acquiferi, un bene assoluto da tutelare sempre e comunque.

Per saperne di più scarica il Dossier Pista Marzaglia
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Lettera aperta all’Assessore Giacobazzi


Caro Assessore Giacobazzi, in primo luogo gli auguri per l’incarico che ha assunto, ne ha bisogno lei, ne ha bisogno la città. Si è parlato molto in questi giorni di cambiamento, di discontinuità, di nuovo rapporto con il territorio, però di merito nessuno ha parlato e sul metodo utilizzato per superare questa fase politica ci sarebbe molto da dire.

L’elemento scatenante di una crisi che maturava da tempo è stata la presentazione 20 giorni fa del nostro Dossier Pista Marzaglia, un caso concreto che merita approfondimenti e richiede risposte puntuali.

Le abbiamo trasmesso il nostro "Dossier Pista Marzaglia" , che evidenzia decisioni assunte in evidente contrasto con le prescrizioni di VIA della Provincia e con il Piano Particolareggiato votato nel maggio del 2008 dal Consiglio Comunale di Modena. Un fatto che non ha precedenti, mai contestato nel merito in questi giorni convulsi, e che richiede di essere sanato ripristinando la legalità persa lungo la strada di un decisionismo apparente, sterile e contro le regole. Le ricordiamo che la pista è 400 metri più lunga (rispetto alla lunghezza di 1.600 metri ammessa dalla valutazione d’impatto ambientale svolta dalla Provincia e dal piano particolareggiato vigente) e con fognature sostanzialmente difformi da quelle appositamente prescritte a tutela delle acque sotterranee, da cui attinge il nostro acquedotto

La pista ora è li. Noi riteniamo nel posto sbagliato, ma oggi l’unica cosa possibile è chiedere il rispetto delle prescrizioni, emesse a tutela di un territorio fragile e delicato, da cui estraiamo l’acqua migliore della nostra città, che lo stesso Sindaco ha recentemente indicato come l’area privilegiata per le future espansioni del nostro acquedotto.

Nel Dossier potrà trovare il nostro punto di vista, le chiediamo di leggerlo, prendere atto delle violazioni che sono emerse, fare le verifiche che ritiene all’interno del suo assessorato e ripristinare una situazione di legalità, indispensabile per dare concretezza a quella richiesta di cambiamento che la città desidera e oggi la stessa maggioranza richiede.

Per quanto ci riguarda conosciamo un solo modo di fare politica: stare al merito, parlare chiaro, affrontando i problemi direttamente per costruire soluzioni condivise. Non chiediamo di chiudere la pista, ma semplicemente che le regole siano rispettate e uguali per tutti. Cosa succederebbe ad un privato che realizzasse una casa più grande del 25% di quella prevista?

Un confronto sui temi urbanistici, sul nuovo PSC, sulla città di domani non può che ripartire da qui, dalla certezza che a Modena le regole sono uguali per tutti e che le responsabilità, quelle oggettive e quelle politiche, non sfuggono alle verifiche.
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Dossier Pista Marzaglia

Presentato sabato alle 11 il "Dossier Pista Marzaglia" di Modena Attiva. Nel Dossier la storia del tracciato, gli atti più importanti, le prescrizioni e le osservazioni della VIA, le difformità tra il progetto approvato e quello realizzato.

“Al solo fine di ristabilire dal punto di vista tecnico una verità, veniamo alle caratteristiche principali dell'impianto, che è costituito da un anello esterno della lunghezza di 1600 mt. e da 4 piste interne per prove e test in diverse condizioni di assetto e superfici.” Così nel maggio del 2008 l'ass. Sitta illustrava il progetto al Consiglio Comunale. Nel dossier altri stralci del suo intervento in netto contrasto con quanto realizzato.

Le richieste di Modena Attiva sono semplici:

1. Che il Comune di Modena faccia chiarezza, in modo trasparente e inequivocabile, su come sia possibile che l’opera realizzata sia difforme dal piano particolareggiato approvato il 5 maggio 2008 dal Consiglio Comunale e dalla VIA provinciale;

2. Che la Provincia di Modena sia inflessibile nel richiedere il rispetto del progetto approvato in sede di VIA e delle relative 43 prescrizioni vincolanti:

3. Che l’eventuale riconvocazione della Conferenza dei Servizi sia aperta alle associazioni e ai cittadini interessati, in modo da permettere in modo diretto e trasparente un controllo democratico sull’uso del territorio.

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Marzaglia, si è allungata la pista!


Dopo le fogne un’altra variante significativa tra il progetto approvato in Conferenza dei Servizi e quello realizzato.

La conferenza dei servizi per la valutazione ambientale del progetto “Centro di guida sicura in strada Pomposiana” proposto dalla Vintage srl si è conclusa il 20 dicembre 2007 con un rapporto sull’impatto ambientale, scaricabile dal sito www.modenaattiva.it/resources/rapportoambientale20122007.pdf

Sono 75 pagine di valutazioni, prescrizione e vincoli definiti con il preciso intento di verificare la compatibilità della struttura con la sua collocazione in un’area ambientalmente fragile e delicata: basti pensare alla sua naturale funzione di ricarica delle falde e alla presenza dei pozzi per il nostro acquedotto con la qualità migliore oggi disponibili a Modena.

E’ un documento interessante da leggere. Il confronto tra quanto presentato in sede di VIA dalla Vintage srl, le prescrizioni indicate per l’approvazione e la realizzazione concreta è ricco di sorprese.

Ne anticipiamo una, con il presentimento che non sarà l’ultima.

A pagina 31, all’interno del punto “3. Quadro di riferimento progettuale”, viene riportata la descrizione del progetto, in particolare la descrizione della pista recita: “Il percorso avrà una lunghezza di 1600 metri per 12 metri di larghezza che passano a 15 nella zona dei box.”

Se si confronta questo dato con la lunghezza reale del circuito riportato sul sito www.autodromodimodena.it si scopre che la pista si è magicamente allungata. Il circuito risulta essere infatti di 2007 metri. Il 25% in più, cambiando una delle caratteristiche fondamentali del tracciato che lo  rendono diverso da quello approvato.

C’è chi mormora che quei 407 metri in più, in barba alla VIA, siano fondamentali per ottenere l’omologazione per le competizioni. In effetti già a giugno dello scorso anno, in occasione della presentazione alla stampa, si poteva leggere sui giornali “Un tracciato tecnico di 2,007 km di lunghezza omologabile per ogni competizione eccetto la Formula 1”.

Si capisce anche perché la dizione “Centro di guida sicura” sia durata giusto il tempo dell’approvazione per trasformarsi rapidamente in un più appropriato “Autodromo di Modena”.

Perché perdiamo tempo a fare lunghe e costose valutazioni ambientali se poi le prescrizioni sono disattese e i progetti vengono realizzati in modo ostentatamente difforme?

E l’assessorato all’urbanistica del Comune di Modena, che dovrà dare l’agibilità all’impianto e che deve verificarne le corrispondenze con il progetto autorizzato in sede di VIA, cosa pensa di tutto ciò?


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