Largo ai giovani


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Ho visto oggi sul giornale e  leggo che hanno aderito a Modena Attiva persone che hanno caratterizzato fortemente la vita politica della città. Non ho nulla contro di loro, io sono amico di uno di loro. Non vorrei però che queste persone cercassero rivincite anche politiche. Per questo vorrei vedere più giovani. Non voglio dei ventenni della serie dilettanti allo sbaraglio(grillo), ma parliamo di una Modena del futuro e sono loro che ci debbono rappresentare. La città sarà per loro. Fuori i vecchiacci politicamente.
Spazio ai giovani attivi, dentro i giovani! Consigli si CARICHE no.
Dimenticavo, sono un vecchiaccio.

Non prendiamoci troppo sul serio!

MODENA KATTIVA

Riceviamo da un anonimo autore una rivisitazione del nostro nome, con una divertente presa in giro di alcuni di noi.

Una risata allunga la vita, più del telefono, ed è buona cosa non prendersi mai troppo sul serio.

Un pò di autoironia fa bene alla politica.

NIente di meglio da fare?


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Con lo stile che lo contraddistingue l’assessore Daniele Sitta replica alle proposte di Modena Attiva:

“Parlano di me perché non hanno niente di meglio da fare”

Caro assessore, con affetto e simpatia le facciamo notare che non parliamo di lei, ma delle sue idee. Lei confonde il contenuto con il contenitore. Stia tranquillo, ognuno di noi ha cose grandi e piccole più importanti da fare che non dedicarsi a lei.

Sulle idee invece non transigiamo, per loro stessa natura sono libere, autonome, persistono nelle menti e vivono di vita propria, al di la dei contenitori.

Pensi, sono così forti da poter cambiare il mondo.

10 idee per "La Città di Domani"

Titolo

Conferenza stampa sabato 30 aprile ore 11:30 per presentare l’iniziativa pubblica del 3 maggio “La città di Domani”.
Le proposte di Modena Attiva per una riflessione sul futuro della città:

1) La città di Domani.
2) La città oltre i confini comunali.
3) Lavoro di qualità.
4) La partecipazione per migliorare.
5) PSC a saldo zero.

6) La riqualificazione urbana.
7) La casa in affitto.
8) La mobilità sostenibile.
9) La logistica a servizio delle imprese.
10) La cultura come risorsa.

Per scaricare i documenti:
10 slogan per la città di domani
10 idee per la città di domani
Partecipa e fai partecipare alla serata del 3 maggio, collabora con noi per costruire insieme la nostra idea di città.

La Città di Domani. Ogni futuro ha il suo presente.


Titolo

Molti amici di Modena Attiva hanno chiesto di aprire una discussione e un confronto sulla Modena di domani e sulle scelte politiche da compiere oggi per costruire il nostro futuro.
Un tema importante e impegnativo, verrebbe da dire dirimente oltre che centrale rispetto al dibattito politico, agli Stati Generali, alle recenti varianti al POC e al nuovo PSC.
Per aprire la discussione abbiamo organizzato un incontro pubblico martedì 3 maggio, alle ore 20:30, presso Palazzo Europa in via Emilia Ovest a Modena.
Sono previste 3 relazioni introduttive e un ampio spazio per il dibattito e la discussione.

Paolo Silingardi
imprenditore, esperto di comunicazione ambientale, Modena Attiva.
Ogni futuro ha un suo presente. Condividere oggi la città di domani.
Giuseppe Boatti
architetto, professore di Pianificazione Urbanistica al Politecnico di Milano.
La città che verrà. Come governare le trasformazioni urbane, esperienze a confronto.
Vando Borghi
professore associato all’Università di Bologna, docente di Sociologia dello sviluppo e di Sociologia dell’organizzazione.
Quale cultura per quale città. Ripensare il rapporto tra sviluppo e cultura.

L’incontro è aperto a tutti gli amici, sottoscrittori, simpatizzanti o semplici cittadini interessati al confronto. E’ solo un primo appuntamento, utile per dare un nostro contributo attivo ed avviare il confronto.

Partecipate e fate partecipare, più siamo e meglio stiamo.

Per scaricare l’invito e farlo circolare
LaCittaDiDomani

25 Aprile, festa della liberazione

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Più in basso di così si muore! Abbiamo toccato il fondo, quel fondo oscuro e indicibile che offusca l’alba del nuovo giorno. La vita civile e politica del nostro Paese conosce in questo frangente storico un livello di barbarie impressionante. Una somma di disvalori e di conflitti produce un ossessivo smantellamento dei principi fondati della convivenza umana e civile: il dilagare legalizzato della corruzione e dell’evasione fiscale; il depauperamento dell’istruzione, del sistema culturale e artistico; l’aggressione selvaggia al patrimonio ambientale e al paesaggio del nostro Paese; la devastazione del sistema giuridico e il discredito della magistratura; l’allargamento esponenziale del livello d’illegalità in ogni ambito della vita economica e sociale;  la violenza dilagante fra i minori, nelle famiglie, fra noi e gli altri; la solitudine e la rassegnazione dei luoghi di lavori; la denigrazione del valore del lavoro e del ruolo dei lavoratori, dei loro diritti elementari e primari; la continua riduzione del lavoro, in tutte le sue forme, a una condizione che ne nega la possibilità di espressione e di realizzazione di sé; la precarizzazione, l'individualizzazione del rapporto di lavoro; la capillarità delle dimensioni del sistema mafioso dilagante in tutto il Paese. Di fronte a questo orrore che di diffonde a ritmi indiavolati il valore autentico della Resistenza assume significati rivoluzionari, nel panorama storico contemporaneo: non è forse rivoluzionario oggi parlare di eguaglianza, di libertà, di solidarietà, di giustizia, di fratellanza? Questi sono le proteine della nostra democrazia, su cui è fondamentale tornare senza indugi per ricostruire il Paese. Perché di questo si tratta: ricostruire. L’Aquila è il simbolo tragico e spietato dell’Italia di oggi. Mai come in questo momento il 25 aprile deve essere salutato, ricordato, festeggiato da tutti, tutti gli uomini e le donne di buona volontà, come il vero antidoto all’indifferenza, per dirla con Magris:

“Il 25 aprile simboleggia vent’anni di un’altra Italia, differente da quella del regime fascista; una resistenza che non è solo quella partigiana, ma anche quella di coloro che non si sono piegati quando un’altra Italia sembrava impossibile; di coloro che si sono opposti nettamente e clamorosamente, nella lotta clandestina, ma anche di chi, più modestamente, ha cercato di salvare il salvabile di dignità e ragionevolezza, senza eroismi ma con la capacità di non lasciarsi abbagliare dall’ «aria del tempo» , di respingere la tentazione di «marciare con la Storia» , di preservare quell’intelligenza critica che non si lascia sedurre dai belati del gregge, neanche quando sembrano ruggiti di leoni. Ogni resistenza ha una componente pasquale, di resurrezione; è un risorgere dalla morte, da quella falsa vita che si spaccia per immutabile e definitiva ossia finita e dunque morta. Anche oggi, dinanzi al dilagare di confusione, volgarità, prepotenza, corruzione, sconcezza che sommerge il Bel Paese come liquami che salgano dalle fognature, è forte la tentazione di arrendersi, di lasciarsi andare, di credere che l’andazzo disgustoso sia uno stadio ultimo, che una vera mutazione antropologica abbia creato un nuovo tipo d’uomo, un non-cittadino, e che questa specie, nella selezione darwiniana, sia fatalmente dominante. L’indifferenza che mette in soffitta la Resistenza vera e propria e l’attentato alla Costituzione, che da essa è nata e che è la spina dorsale dell’Italia civile, sono un sintomo fra i tanti di questa involuzione morale. Ma proprio quella data insegna a non scoraggiarsi; ricorda come credere che tutto sia perduto e che non si possa più reagire sia una tentazione, stupida come lo sono in genere le tentazioni. C’è un’altra Italia possibile, rispetto a quella che oggi subiamo. Non è il caso di fare inchini al mondo così com’è e come esso pretende, anche perché, se proprio si è costretti a farlo, ci si può inchinare come Bertoldo, che si piegava davanti ai potenti, ma voltandosi dall’altra parte.”
Un’Italia migliore è possibile: cominciamo oggi a costruirla insieme.
Viva la Resistenza, viva il 25 aprile, via l’Italia!

Voce dal sen fuggita...

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Con l’acqua non si scherza, scorre leggera e piacevole tra le mani, ci rinfresca e ci disseta, ma le dobbiamo portare sempre rispetto. Può cambiare umore in un attimo presentando il conto dei torti subiti, scorrendo impetuosa e trascinando con se beni e destini.

Siamo una città costruita sull’acqua, ne conserviamo le tracce, abbiamo trasformato i canali in strade, le darsene in viali, ma lei scorre lenta sotto di noi, cala e noi cediamo, sale e ci rialziamo. Il nostro territorio è nato da due fiumi, è permeabile e ricco di ghiaia, ci dissetiamo da falde che conservano memoria delle nostre azioni, a cui dovremmo portare rispetto e garantire tutela.

Se il nostro PRG definisce una zona di protezione, in carenza di più precise norme regionali, non lo fa per caso o per dispetto alle vocazioni edificatorie dell’urbanistica progressiva.

Del resto non siamo una città sorta tra il mare e le montagne, alla disperata ricerca di uno spazio edificabile, in cui sia impossibile trovare alternative.

Si fa presto a dire chiudiamo un pozzo, tranne poi doversi smentire, ma come diceva il drammaturgo Metastasio:
Voce dal sen sfuggita
poi richiamar non vale:
non si trattien lo strale,
quando dall'arco uscì.

Radical-chic ?

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Intanto che pensiamo se Andrea De Pietri è radical-chic, se Daniele Sitta è solo radical o anche chic, intanto che ci prende lo sbuzzo di non essere abbastanza di sinistra perché non ci piace tutta “la gente” o magari di non essere abbastanza di centro perché dietro al nome “famiglia” vogliamo vederci più chiaro, intanto che non sappiamo se sentirci “il popolo sovrano” o solo degli storditi dalle troppe parole, c’è un rombo di sottofondo, una specie di basso continuo su cui, in città, si sta costruendo la melodia del cemento quantitativo: costruire tanto per soddisfare bisogni creati da una qualità della vita sempre meno di qualità, ma soprattutto andare avanti a oltranza su quello che si è deciso. Si perché la cruda verità è che noi, il popolo sovrano, quello tirato in ballo continuamente dai fautori di un populismo che serve solo a santificare un potere, ci appassioniamo, diciamo come la pensiamo, spendiamo tempo, ma in realtà non contiamo nulla. Non contavamo tanto neanche in altri tempi, sia chiaro, ma ora più che mai: da quando abbiamo l’attuale legge elettorale, da quando possiamo a malapena mettere una croce per l’unico candidato sindaco della nostra area politica delegandogli la scelta dell’esecutivo, da quando il Consiglio comunale è svuotato di funzioni e a volte anche di dignità, siamo come fantasmi inconsistenti. Ovvio che a noi piacerebbe essere ancora in vita, cittadini attivi per davvero, ascoltati per davvero e non continuamente e solo informati di quello che si è deciso, ma pare proprio che così non possa essere, e soprattutto che chi non lo fa non sia poi, tutto sommato, così mal giudicato dalla massa. E’ nell’inconscio collettivo, in una percezione modificata in 20 anni dallo stile politico della destra, che il popolo va bene impilato in acqua a sguazzare, a “divertirsi” ma non va bene all’asciutto, a ragionare con la propria testa, a parlare.

Piscina estiva per le famiglie?

Ma cos’è una piscina estiva per le famiglie?
Chi non avrebbe piacere in un caldo giorno di luglio di gettarsi in piscina con i propri cari? Un piacere, se non un diritto, che non si dovrebbe negare a nessuno!
Ma in cosa consiste una piscina estiva?
In poche parole in una piscina all’aperto capace di accogliere grandi afflussi perché in poche settimane deve garantire gli incassi sufficienti a ripagare la costruzione e la gestione.
Grande afflusso = tante gente, tante auto e tanto spazio a disposizione, che rimane però inutilizzato per 8 mesi all’anno. Non a caso per una piscina estiva servono più di 30.000 mq e si fanno in campagna, fuori dal perimetro dalla città.

Le immagini sono più efficaci di mille parole.
Guardatele e diteci, è questo che vogliamo per il Parco Ferrari?

Parte del parcheggio della piscina di Reggio Emilia
ESTIVA per la famiglia 01

Presenza in acqua nella piscina di Reggio Emilia
ESTIVA per la famiglia 02


Vista dall’alto della piscina di Reggio Emilia
RE-Reggio Emilia-Acquatico-20 lug.05

Piscina estiva Montecavolo (RE)
RE-Montecavolo--12 lug.03

Stanca di scegliere il meno peggio

scegliere

Sto seguendo  il discorso sulla piscina al Parco Ferrari dalla scorsa estate (anzi da quando uscì l’articolo sull’acqua fan al parco qualche anno fa) e in diverse occasioni ho ascoltato e letto i vostri discorsi e le vostre posizioni in merito condividendole in pieno; dopo l’assemblea del 28/02 ho anche aderito a Modena Attiva. Dopo l’ultimo incontro in Circoscrizione però mi è venuto questo dubbio:  voi sareste d’accordo o comunque accettereste il compromesso di una piscina ‘leggera’ all’interno del parco Ferrari? Questo compromesso, pur essendo assolutamente lecito ci mancherebbe, non è per me accettabile. Penso che qualsiasi progetto di impianto natatorio non vada comunque a riqualificare il parco per tantissime ragioni (dette e ridette); tra l’altro Sitta ha detto chiaramente che i 600 posteggi non sarebbero solo a servizio della piscina quindi quelli non ce li toglierebbe nessuno!
Spero davvero che il percorso di Modena Attiva sia un altro e si possa parlare finalmente del ‘parco che vorrei’.
Come persona di sinistra mi sono tanto stancata di scegliere il 'meno peggio’, vorrei qualcosa di più per la mia città.