Cantiere idee PSC

Di seguito una sintesi delle principali idee proposte nel cantiere sul PSC

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Modena città Europea

La Modena che vogliamo è una città europea, solidale, culturalmente ricca, integrata, innovativa e competitiva. Una città capace di far venire, a chi ci passa per lavoro o turismo, la voglia di viverci. Una città sana, bella e sostenibile.

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Modena città intelligente
Le città intelligenti, smart city, sono promosse da ingenti finanziamenti europei per sviluppare sei aree integrate: economia, mobilità, ambiente, relazioni tra persone, politiche dell’abitare e metodi di partecipazione. Gli abitanti e il capitale sociale sono uno dei fattori essenziali per la crescita di una città, con una relazione diretta tra vivibilità, competitività e creatività dei cittadini che la abitano e conseguentemente del suo sviluppo. Sarà fondamentale la partecipazione diretta dei cittadini per costruire l’uscita dalla crisi economica ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutti.

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Sostenibilità integrata al PSC

Per governare la complessità e ricostruire un equilibrio tra noi e l’ambiente il PSC deve definire i criteri generali di governo del territorio nel rispetto dei principi della sostenibilità e della qualità ambientale, come fattore discriminante per la qualità e il successo della città del futuro. Le scelte relative all’energia, i rifiuti, la mobilità, l’uso del suolo, l’acqua, il paesaggio sono prioritari per garantire sviluppo e benessere. Anche la bellezza, fattore troppo spesso dimenticato, è un elemento di forte identificazione e valorizzazione del territorio e della sua rete di relazioni. Obiettivi sostanziali sono preservare le aree agricole e la biodiversità, qualificare e sviluppare i parchi urbani, realizzare una rete integrata di corridoi naturalistici tra i parchi urbani e le aree del Secchia e del Panaro, garantire la tutela degli acquiferi sotterranei e la loro disponibilità per le future generazioni, migliorare la qualità energetica e ridurre i consumi delle abitazioni, promuovere la mobilità sostenibile e ridurre le auto in circolazione, garantire la coesione sociale e supportare le reti di relazione tra cittadini.

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Saldo zero nel consumo di suolo

Dal governo della crescita dobbiamo arrivare alla promozione della riqualificazione. L’obiettivo dichiarato è la salvaguardia del suolo, interrompendo un processo decennale di inesorabile trasformazione delle aree agricole in edificabili. Il “saldo zero” è un risultato a cui tendere con riqualificazioni e rinaturalizzazioni, per porre termine al consumo del suolo, facendo del recupero, della riqualificazione e del riuso gli strumenti fondamentali del governo del territorio.

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Il PSC e l'Area Vasta
Il PSC deve essere sviluppato con una visione d’area vasta, per sperimentare e porre in atto nuovi criteri di pianificazione e decisione politica, fondati sulla valutazione oggettiva delle conseguenze delle scelte di pianificazione per l’ambiente, per la disponibilità di servizi, per la mobilità, superando la logica della competizione sul numero di abitanti con i comuni limitrofi, gestendo le scelte fondamentali attraverso la collaborazione e cooperazione istituzionale fra i Comuni, Provincie e Regione.

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Partecipazione e trasparenza
Per lo sviluppo del nuovo PSC serve una chiara volontà politica, un’organica e motivata proposta e una precisa scelta di metodo. Il Piano non può essere fatto nel chiuso di una o più stanze, va costruito con l’ampio coinvolgimento e partecipazione dei cittadini e della società modenese. La partecipazione è strumento e condizione fondamentale per elaborare scelte condivise su cui catalizzare le energie della città, tanto più in un momento di crisi e di cambiamento come quello che stiamo vivendo. La partecipazione non è il passaggio terminale di un percorso decisionale, ma il fattore costituente del processo democratico di governo locale e di formazione delle scelte del PSC.

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Lavoro di qualità
Il lavoro è una questione centrale per superare la crisi economica che sta modificando strutturalmente la società. Lavoro qualificato, stabile, capace di superare il precariato, vera piaga sociale che mina il nostro futuro. Serve una attenta valutazione sulle prospettive e sulle opportunità, che non crescono per caso, ma vanno individuate e favorite. La frammentazione e dispersione delle aree produttive – prima responsabile della congestione della mobilità sia per il trasporto merci sia per gli spostamenti casa lavoro delle persone – è funzionale a piccoli insediamenti di tipo tradizionale ma non ad attirare insediamenti qualificati di attività innovative e di avanzata tecnologia. Servono aree produttive, da localizzare e realizzare in una visione di “area vasta”, di maggiore dimensione, ecologicamente ed energeticamente attrezzate e servite da una logistica qualificata.

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La cultura per Modena

La cultura per Modena è un’occasione in più per creare identità, ricchezza e opportunità di lavoro e occupazione. Investire sulla cultura significa investire su noi stessi, promuovere il territorio, essere attrattivi e competere sui mercati del turismo. La cultura sostiene i processi di cittadinanza e di relazione, è un capitale sociale straordinario da salvaguardare e tutelare nei momenti di crisi. Occorre crederci investendo in questo comparto che costituisce un'eccellenza. Bisogna radicare nel centro e nelle periferie le opportunità di offerta culturale con continuità mettendo in campo un'efficace attività di comunicazione e promozione turistica utilizzando le nuove tecnologie e i nuovi media.

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Fine della fase di espansione urbana

Al fabbisogno di nuove abitazioni, per effetto della parcellizzazione delle famiglie, della sostituzione di case vecchie con nuove abitazioni e di nuovi residenti, si deve rispondere con il recupero e la riqualificazione del già costruito, a cominciare dalle periferie. Non si possono lasciare zone della città ad un progressivo degrado. Il patrimonio edilizio del nostro comune edificata negli anni ’60 e nei primi anni ‘70, senza ascensori, senza garage, con consumi energetici molto alti, è oggi a forte rischio di degrado e di depauperamento. Da non sottovalutare il contributo all’occupazione che un’attività distribuita e qualificata di recupero edilizio, efficienza energetica e domotica può creare sul territorio comunale, con lo sviluppo di competenze e professionalità esportabili anche in altri territori.

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La fase della riqualificazione

La riqualificazione delle zone urbanizzate fra gli anni ’60 e ’70, pone questioni complesse. Sono aree dense, dove la dotazione di parcheggi è deficitaria, gli spazi carenti ma il tessuto sociale molto forte e vivo. Soffrono in primo luogo i problemi strutturali degli edifici e il peso di una mobilità tropo centrata sull’automobile. Al contempo servono politiche d’intensificazione sostenibile della città esistente, per conciliare la risposta alla domanda di nuovi spazi con l’istanza strategica di azzeramento del consumo di suolo. L’arricchimento delle funzioni presenti nei tessuti urbani può concorrere alla politica della riqualificazione del costruito. Ciò vale per le attività terziarie, ma anche per l’insediamento di negozi e attività commerciali. La funzione commerciale contribuisce a definire e spesso struttura la città pubblica: ne qualifica i caratteri di vivibilità, ne accompagna la formazione.

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La casa in affitto

Modena ha una grande tradizione nella politica abitativa, l’offerta quasi continua di aree residenziali a costo molto basso nei PEEP ha consentito a decine di migliaia di modenesi di risolvere il problema della casa. I risultati raggiunti in questo campo sono assolutamente straordinari, senza confronti in un panorama nazionale che ha trascurato da decenni queste politiche. Però insieme alla fase dell’espansione urbana è da considerarsi finita anche la prioritaria domanda di case in proprietà, oggi è sempre più pressante la richiesta di case in affitto. I giovani possono trovare in Modena una città attrattiva, in cui investire per il proprio futuro, solo se il mercato dell’affitto sarà in grado di dare risposte in numero adeguato ed economicamente sostenibile.

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Il Centro Storico

Il centro storico ha subito in due decenni trasformazioni epocali: da luogo quasi esclusivo della totalità delle funzioni urbane superiori è divenuto la sede di una gamma molto ristretta di funzioni altamente specializzate. Nel centro storico si sono progressivamente ridotte le funzioni presenti, si è dimezzata l’occupazione nel commercio e nel credito, e ridotti a meno di un quarto i posti di lavoro nell’industria. L’esodo di cinquecento attività artigianali di produzione e servizio, e la perdita di posti di lavoro nell’industria, nella sanità e nella pubblica amministrazione sono un problema per il centro storico. Per la restituzione di funzioni, attrattiva e frequentazione un ruolo essenziale sono le funzioni universitarie e i servizi culturali, sia direttamente, sia come induzione di attività al contorno.

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La mobilità sostenibile

La mobilità è uno dei punti critici dell’attuale assetto urbano e territoriale che la pianificazione urbanistica deve affrontare e dirimere. L’eccessiva concentrazione degli spostamenti di merci e persone sul mezzo privato causa inquinamento, degrado del territorio, costi di congestione e perdita di competitività per le imprese. Ridurre il numero di auto circolanti è un obiettivo concreto, perseguibile e verificabile. E’ soprattutto fattibile se si considera che la maggioranza degli spostamenti urbani sono inferiori a 2 km e che quando questi sono diretti verso il centro il trasporto pubblico è di gran lunga competitivo rispetto al mezzo privato. E’ indispensabile costruire una città a misura di bicicletta, con piste ciclabili integrate, sicure, la cui efficienza e qualità deve essere assunta come prioritaria. Una politica delle zone 30, che crei nella strada, tra edificio ed edificio, le condizioni per garantire una mobilità sicura e senza ostacoli anche ai pedoni, in particolare ai bambini e agli anziani.

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La logistica per le merci

La logistica è un asse fondamentale dello sviluppo modenese. La scelta di realizzare lo scalo merci a Marzaglia è a forte rischio. Mentre procedono i lavori ferroviari non è chiaro l’assetto infrastrutturale che collega l’area alla viabilità, l’assetto gestionale per garantire il sevizio, il ruolo dello scalo stesso nel sistema ferroviario. Per non trovarci con un’opera a metà serve cambiare passo, coinvolgendo le Provincie e la Regione, e chiarendo i punti critici ancora aperti. Come il collegamento ferroviario con lo scalo merci di Dinazzano e le modalità gestionali dello scalo merci di Marzaglia.